Chiesa cattolica: attività diplomatica tra Santa Sede e Vietnam

(di Emanuele Gagliardi) Roma vuole «che il suo ruolo e la sua missione siano rafforzati ed estesi» per «consolidare» i rapporti con la Chiesa vietnamita, Hanoi rimarca «la necessità di una continua collaborazione tra la Chiesa Cattolica e le Autorità civili per attuare, concretamente e praticamente» gli insegnamenti del Papa sul «vivere il Vangelo all’interno della Nazione, nonché le Sue considerazioni sull’essere un buon cattolico e un buon cittadino».

Queste le principali conclusioni del 3º incontro del gruppo di lavoro congiunto Vietnam-Santa Sede (Hanoi, 27-28 febbraio 2012), espresse in un comunicato congiunto diffuso il 28 febbraio.

Dall’incontro tra le due delegazioni – quella vaticana guidata da mons. Ettore Balestrero, sottosegretario per i rapporti con gli Stati, e quella asiatica dal viceministro degli Affari Esteri Bui Thanh Son – è scaturita la comune intenzione di «facilitare il lavoro» del rappresentante papale non residente, mons. Leopoldo Girelli, di «sviluppare i loro rapporti» nonché una valutazione condivisa sui rapporti bilaterali che «hanno ottenuto sviluppi positivi sulla base della buona volontà e del dialogo costruttivo».

Il documento spiega inoltre che le parti «hanno discusso le questioni inerenti la Chiesa Cattolica in Viet Nam». In proposito, il governo ha voluto sostenere che lo Stato «ha sempre attuato ed ha continuamente migliorato la politica di rispetto e di garanzia della libertà di credo e di religione per il popolo» e ha «incoraggiato» la Chiesa «a partecipare attivamente ed effettivamente nel corso attuale dello sviluppo nazionale, economico e sociale».

Asserzioni che hanno scarso riscontro nella realtà, delle quali la delegazione vaticana si è limitata diplomaticamente a prendere atto. (Emanuele Gagliardi)

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