CHIESA CATTOLICA: “Anch’io sono Chiesa!” di mons. Andrea Gemma

Mons. Andrea Gemma, nato a Napoli nel 1931, fa parte della congregazione religiosa fondata da san Luigi Orione fin dal 1954. Sacerdote dal 1957, è stato Ordinario di Isernia per circa 3 lustri sino al 2006. La sua notorietà è dovuta soprattutto alla sua vasta e interessante opera di divulgazione agiografica e spirituale, la quale consta di molti titoli e decine di articoli su varie riviste.


Il suo libro più noto è, forse, Io, vescovo esorcista (2002), in cui narrava ampiamente dell’azione del Maligno nel mondo moderno secolarizzato. In quest’ultimo libro (cfr. A Gemma, Anch’io sono Chiesa!, Edizioni Villadiseriane, 2009, € 18), Sua Eccellenza ha raccolto una serie di studi consacrati alla Chiesa e soprattutto alla difesa della Chiesa contro gli attacchi che le provengono, si direbbe sempre più numerosi, non solo da parte di nemici dichiarati (come i soliti laicisti, vetero-marxisti e massoni), ma anche dall’interno delle sua file. Il titolo del volume infatti fa riferimento al movimento eversivo di origine tedesca, ormai di portata internazionale, “Noi siamo Chiesa”, il quale, camuffandosi dietro l’etichetta cattolica, cerca di coinvolgere teologi, ecclesiastici e laici in una vera e propria demolizione del Cristianesimo. Abolizione del celibato, diaconato femminile, soppressione dell’autorità gerarchica, apertura della Chiesa all’omosessualità e al divorzio, intercomunione con i protestanti: ecco alcune delle richieste di questo gruppo, richieste che sembrerebbero prese alla lettera da uno dei tanti pamphlet di Hans Küng.

Mons. Gemma risponde egregiamente a queste ed altre aberrazioni ed offre una vasta e ragionata materia su cui costruire un’articolata apologia della Chiesa in questo terzo millennio cristiano. Ci si permetta di notare però qua e là in questa generosa apologetica qualche passo che lascia perplessi, poiché pur nel giusto rispetto del punto di vista dell’avversario (la verità è verità chiunque la dica), talvolta si cede alla tendenza ormai generale di deprezzare il passato della Chiesa rispetto al presente (che in realtà lascia molto a desiderare) e al futuro, che è per ora nel segreto di Dio. Per esempio parlando della definizione della Chiesa data nel catechismo di s. Pio X, il presule la trova «ricca di elementi veri, però carente» (p. 38): e stupisce che la carenza riscontrata sia nell’uso del termine “società” invece di quello, assai simile in verità, di “comunità”. Ma il primo termine è usato anche dal Vaticano II e in ogni caso tutte le definizioni di misteri, essendo il mistero infinito, sono per forza carenti ma vanno comunque apprezzate se fatte proprie dal magistero della Chiesa. Di grande interesse anche l’ultima sezione del libro, dal titolo Il Concilio tradito (pp. 187-251), in cui il presule spiega in che modo il «travisamento del Concilio è alla base dello sconcerto attuale» (p. 189).

I progressisti fecero (e fanno!) di tutto per attribuire al Concilio le loro stramberie e parzialità e in tal modo affossano la Chiesa e la rendono complice di questo affossamento. Tattica antica ma che, nonostante la nuova logica cristallina introdotta da Benedetto XVI che separa continuità da tenere e rottura da respingere, continua a produrre confusione e disagio. Deve ammettere però mons. Gemma, riguardo al rapporto tra Concilio e crisi della fede, che «i suoi pronunciamenti fondamentali non solo non sono stati attuati puntualmente [ma da chi?], ma, in molti casi, nemmeno rettamente compresi» (p. 190). La conseguenza è che «il sacro deposito non solo non è stato integralmente conservato e tanto meno reso accessibile ai fedeli, bensì spesso oscurato, travisato» (p. 193). Ma se gli errori sono tanti e variano senza sosta, la verità è una e unica, e fedele a sé stessa: Cristo-verità è lo stesso ieri, oggi, sempre!

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