CHIESA CATTOLICA: anche la Spagna va all’attacco del crocifisso

Anche il partito di José Luis Rodriguez Zapatero reclama a gran voce la rimozione dei crocifissi dalle scuole del Paese iberico, in nome della sentenza del Tribunale di Strasburgo nei confronti dell’Italia.

In un primo momento era stato il piccolo partito dei catalani repubblicani di sinistra (Erc) a tentare lo strappo: dopo la decisione della Corte Europea dei diritti umani, Esquerra Republicana aveva annunciato l’intenzione di presentare al Parlamento spagnolo un’iniziativa in linea con Strasburgo.

Il Partito socialista non sembrava della stessa opinione, forse preoccupato dal calo di consensi registrato dai sondaggi sul fronte della spinosissima riforma dell’aborto, appena approvata nel Congresso. Poi però i socialisti ci hanno ripensato e hanno raggiunto un accordo con i catalani, per esigere al governo di Zapatero la proibizione dei crocifissi nei centri scolastici.

La proposta è stata approvata mercoledì sera nell’ambito della Commissione educazione del Parlamento: 20 voti a favore e 16 contrari (quelli del centrodestra e dei democristiani catalani).

La mozione potrebbe trasformarsi in qualcosa di più concreto se il governo accetterà la linea del Psoe, inserendo l’eliminazione del crocifisso dalle aule nel testo della prossima Legge di Libertà Religiosa, ancora in cantiere.

L’approvazione della mozione è stata definita «molto triste» dal cardinale Antonio Maria Rouce Varela, arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale spagnola.

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