“Charlie-Hebdo ” si scaglia contro la SS.ma Trinità

(di Federico Catani) Il settimanale satirico francese “Charlie-Hebdo” è una pubblicazione famigerata per le sue provocazioni giornalistiche. Sono ormai a tutti note le vignette contro Maometto riprese dalla rivista danese “Jyllands Posten” e pubblicate nel 2006: all’epoca, per quell’atto ritenuto blasfemo, i musulmani di tutto il mondo protestarono ferocemente e si arrivò a manifestazioni e morti. Il giornale si difese invocando la libertà di espressione e si aprì un grande dibattito nell’opinione pubblica in merito alla questione.

Nel novembre del 2011, dopo le esternazioni di Jalil, leader della nuova dirigenza libica che preconizzava la sharia come base della nuova Costituzione e dopo le elezioni tunisine che avevano premiato il partito islamista Ennahdha, l’attuale direttore Charb pubblicò ancora caricature del profeta, rinominando anzi la stessa rivista “Charia Hebdo”, facendo un gioco di parole con il termine sharia: in quell’occasione, Maometto era stato raffigurato mentre minacciava 100 frustate a chiunque non fosse “morto dalle risate”. Tutti ricordano, perché è storia recentissima, che la redazione del giornale venne fatta saltare in aria da qualche esponente dell’islam più radicale. Nel settembre scorso, a seguito dell’ondata di violente proteste nel mondo islamico suscitate dal presunto film blasfemo su Maometto (Innocence of muslims) che nessuno però, piccolo particolare, aveva ancora visto, il “Charlie-Hebdo” ha deciso di tornare a pubblicare alcune vignette contro il profeta di Allah: un rabbino spingeva un imam in sedia a rotelle, interpretando “gli Intoccabili 2” e gridando «guai a chi ride».

Tutto ciò ha gettato la Francia nel terrore di subire violenze islamiste. Proprio in quel periodo, le ambasciate francesi nel mondo sono state allertate e le forze dell’ordine hanno presidiato la redazione del settimanale satirico onde evitare il ripetersi di altri episodi di violenza. Il biasimo per le vignette è stato quasi generale. Non sono mancate nemmeno le proteste della Santa Sede. In un comunicato, padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa Vaticana, ha scritto che «il rispetto profondo per le credenze, i testi, i grandi personaggi e i simboli delle diverse religioni è una premessa essenziale della convivenza pacifica dei popoli», e che quelle del settimanale satirico sono «ingiustificate offese e provocazioni alla sensibilità dei credenti musulmani».

Altre proteste contro il “Charlie-Hebdo” sono venute dall’“Osservatore Romano”, che in un articolo intitolato Benzina sul fuoco ha deplorato la pubblicazione delle vignette riconoscendone la pericolosità: «la discutibile iniziativa del periodico transalpino minaccia, come ha sottolineato anche il presidente della Conferenza episcopale francese, cardinale André Vingt-Trois, di gettare altra benzina sul fuoco dopo l’assalto al consolato statunitense di Bengasi, in cui è morto l’ambasciatore Chris Stevens e altri tre funzionari, le sanguinose manifestazioni di protesta in numerosi Paesi e le minacce terroristiche di Al Qaeda». Ma nonostante le critiche ricevute da più parti, il “Charlie-Hebdo” non ha dimostrato alcun ripensamento. Anzi, recentemente è tornato alla carica e, forse per par condicio, ha attaccato duramente il mondo cattolico. Data la volontà del presidente francese Hollande di legalizzare il matrimonio omosessuale con possibilità di adozione di bambini da parte delle coppie gay, la Chiesa francese si è mobilitata per protestare contro la palese violazione del diritto naturale.

Il presidente della Conferenza episcopale transalpina, il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, non ha esitato a definire la proposta di legge che ora è al vaglio del Parlamento «una prepotenza che scuoterebbe uno dei fondamenti della nostra società e instaurerebbe una discriminazione tra i bambini», aggiungendo poi che tale disegno non rappresenta «semplicemente un’apertura generosa del matrimonio a nuove categorie, ma una trasformazione del matrimonio che riguarderebbe tutti». «Cambiamenti di questa portata – ha dichiarato il porporato – imponevano un dibattito nazionale non semplicemente fondato su sondaggi aleatori o sulla vistosa pressione di qualche lobby».

Di fronte a questa presa di posizione, il “Charlie-Hebdo”, schieratosi a favore delle nozze omosessuali, ha pubblicato una vignetta violentemente blasfema contro la Santissima Trinità. Il titolo è: Vingt-Trois ha tre papà. Vista la cristianofobia imperante, il direttore Charb questa volta è stato ben poco anticonformista. Il sostegno all’omosessualismo e la blasfemia verso le verità della fede cattolica, infatti, purtroppo non suscitano grande clamore e nessuna autorità istituzionale è indotta a criticare la scelta politica del settimanale. Chi attacca il cristianesimo e la legge naturale tende a restare impunito. (Federico Catani)

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