Cenni su androginia/omosessualità iniziatica & Diavolo

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Prendo spunto dal mio precedente articolo, in particolare dal secondo paragrafo (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/ancora-su-maestri-massoni-goi-e-lucifero-e-androginia-iniziatica/) per offrire ulteriori dati sul tema Lucifero/Diavolo e androginia/omosessualità iniziatica.

  1. Breve panoramica.

Nel libro “Mefistofele e l’Androgine” (Edizioni Mediterranee, Roma 1995) lo studioso rumeno Mircea Eliade (1907-1986) afferma che lo storico delle religioni può trovare «la coincidentia oppositorum e il mistero della totalità» (p. 74) nei «rituali orgiastici intesi a rovesciare i comportamenti umani e a dissolvere i valori» (p. 74), nelle «tecniche mistiche di congiunzione degli opposti, nei miti dell’androgino, nei riti di androginazione e via dicendo» (p. 74). In contesti pagani e gnostici il Divino viene concepito «al di là del Bene e del Male» (p. 75). Antiche credenze pagane parlano di amicizia tra Dio e Satana (cf. p. 76). Nell’ambito di coincidentia oppositorum e Totalità, c’è il mito o teoria dell’Androgino o Ermafrodito divino che si ritrova nella «Kabbala» (o Qabbalah, o Cabala ebraica) e nell’Alchimia (cf. p. 94). L’androginia (o bisessualità) di Dio e dell’Uomo/Adamo primordiale si riscontrano nella «Kabbala», presso gli Gnostici, nell’Ermetismo o dottrina di Ermete Trismegisto (cf. pp. 95-98).

Nell’antichità pagana divinità androgine erano venerate presso i Germani, nel Medio Oriente, in India, Indonesia, Africa, America, Australia (cf. p. 100). 

L’androginia iniziatica si manifesta con travestitismo presso alcune tribù africane e in Polinesia, nell’antica Grecia (cf. pp. 102-103), anche con «le pratiche omosessuali, attestate in varie iniziazioni» (p. 102). Travestitismo o pratiche orgiastiche erano compiute con l’intento di restaurare il Caos primordiale, provocare l’esplosione di energie cosmogoniche, ripetere la Cosmogonia delle origini (cf. p. 104).

Nello sciamanesimo, specialmente quello siberiano, l’iniziato si veste e si comporta da donna, fino a prendere marito… Tale bisessualità rituale era ritenuta fonte di predilezione degli spiriti e di potere sacro (cf. p. 106).

Anche nel tantrismo induista si crede nell’androginia divina (Siva androgino, l’unione di Siva-Sakti…) e nel risveglio iniziatico dell’energia del Serpente Kundalini alla base della spina dorsale (cf. p. 108), cioè l’osso sacro…

Sant’Epifanio (310c.-403) Vescovo di Salamina, nell’opera “Panarion”, accusa gli gnostici Borboriti di omosessualità, sodomia, spermatofagia, coprofagia (cf. Einar Thomassen & Johannes van Oort (ed.), The Panarion of Epiphanius of Salamis, Brill, Leiden-Boston 2009, pp. 100-101). Gli gnostici Carpocraziani (p. 112) e Barbeliti o Barbelognostici (p. 142) compivano anche atti omosessuali.  Gli gnostici Cainiti veneravano e divinizzavano Caino, Esau, i Sodomiti e Giuda Iscariota come possessori di una sapienza superiore (cf. pp. 227, 269).

Lo studioso iraniano Ahmad Kasravi (1890-1946) afferma che tra i Sufi sono diffuse pedofilia e sodomia («sodomy»). Molti sufi erano sodomiti (o, nel loro linguaggio, “shahed-bazi”). La sodomia era diffusa nella «khanaqah» (la comunità dei Sufi). Tale vizio era occultato dai Sufi dietro l’allegoria poetica dell’amor di Dio (cf. Llyod V. R. Ridgeon, Sufi castigator: Ahmad Kasravi and the Iranian Mystical Tradition, Routledge – Taylor and Francis Group, Oxon (GB) 2006, pp. 55, 79).

  1. Due recenti casi letterari: Pasolini e Mieli.

Nel 1992 Giulio Einaudi Editore di Torino pubblica “Petrolio” (pp. 589), romanzo postumo e incompleto dello scrittore omosessuale Pier Paolo Pasolini (1922-1975) che vi lavora dal 1972 ma non fa in tempo a completarlo perché viene misteriosamente ucciso. Attraverso una complicata finzione letteraria, l’autore racconta il Potere, statale e non statale, in Italia, con vari cenni al caso ENI-Mattei-Cefis (qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Petrolio_(romanzo).

Non mi soffermo su quella porzione di Storia d’Italia contemporanea quanto piuttosto su alcuni elementi del romanzo che possiamo definire iniziatici, esoterici, per cui il Lettore può chiedersi se Pasolini li condividesse, li facesse suoi, o piuttosto ne parlasse per lanciare un messaggio di rivelazione/denuncia contro un certo Potere Iniziatico… 

La mia convinzione che “Petrolio” abbia contenuti di carattere iniziatico viene in qualche modo corroborata anche dal contributo finale pubblicato in appendice al romanzo, ossia la “Nota filologica” (pp. 567-581) di Aurelio Roncaglia che, circa «un testo insolito come Petrolio», commenta (grassetto mio):

«Occorre insomma che la presentazione del testo riesca a conciliare (per dirla con terminologia da iniziati) le esigenze d’uno scrupoloso rigore esoterico con quelle d’una massima copertura essoterica» (p. 580). E Roncaglia afferma che tale intento è andato a buon fine in Petrolio

Nei miei studi su Massoneria & Esoterismo ho scoperto che uno dei princìpi fondamentali della cultura esoterica e massonica è la coniunctio oppositorum, o conciliazione/armonia/equilibrio/necessità degli opposti…

Questo principio esoterico è ben presente in Petrolio.  Il protagonista si chiama Carlo Valletti, nato nel 1932 in una famiglia della borghesia torinese, diventa ingegnere, non è sposato, è cattolico di sinistra, fa carriera all’ENI, uno dei principali Enti statali. Carlo fa parte del «potere reale» (cf. pp. 30-34) che è «‘potere silenzioso’ ma non per questo meno prepotente, anzi!» (p. 34). L’ENI è «un organismo di potere, statale e insieme non statale» (p. 90). Carlo è un «uomo di potere» (p. 498), un «uomo pubblico» (cf. p. 269), è «giunto ai più alti vertici della carriera» (p. 498). Pasolini osserva che «il vero potente» (p. 498) è «pubblicamente meno conosciuto» (p. 498) e «non ha bisogno di mendicare continuamente popolarità» (p. 498).  Il «nuovo potere» si serve anche della Chiesa per poi distruggerla (cf. p. 502). Il tipo di vita diffuso di continuo dal potere è «completamente irreligioso» (p. 502) e agisce attraverso la televisione che predica «il puro edonismo» (cf. p. 502).

Vediamo ora l’elemento esoterico.

Il Carlo protagonista di Petrolio è un uomo «sdoppiato» (p. 29), in lui vivono due esseri o divinità che se lo contendono e con i quali Carlo si identifica: l’angelico «Polis» e l’infernale «Tetis» cioè il «diavolo» (cf. p. 9, p. 13)… Ma il Carlo di Tetis e il Carlo di Polis sono identici (cf. p. 15). Il Carlo di Tetis è scelto per un’operazione di estrema destra, controllato da CIA e mafia… (cf. p. 5). 

Carlo ha rapporti sessuali e incestuosi con donne di varia età (cf. p. 84). Ha anche rapporti omosessuali, poi si ritrova all’improvviso donna pur indossando abiti maschili (pp. 5, 265, 269), poi all’improvviso ridiventa uomo (cf. p. 505). I giovani con cui Carlo ha rapporti omosessuali sono definiti «gli Dei degli Inferi» (p. 229), «Spiriti o Geni protettori» (p. 229) e tutti, in seguito, muoiono misteriosamente (cf. pp. 541-542). 

Dunque Carlo unisce in sé il maschile e il femminile, è uomo e donna (cf. p. 414). Indubbiamente il Carlo di Petrolio richiama la figura dell’Androgino. Pasolini precisa più volte che i due personaggi, i due Carli sono lo stesso «Io» (p. 184), il Carlo uomo-donna, il Carlo di Tetis e il Carlo di Polis, Carlo-Karl, sono  «in realtà un unico personaggio» (cf. p. 415). Anche se antagonisti, la loro è una «lotta interiore», sono due simboli opposti di un’unica realtà (cf p. 415). C’è un «dualismo» de «la luce e l’ombra», «il dentro e il fuori» (cf. p. 417).  I personaggi di Petrolio sono «parti di un Tutto», sono «Disordine» (cf. p. 416), dunque Caos.

Circa i due Carlo: «È la dissociazione schizoide che divide in due una persona, riunendo in A alcuni caratteri e in B altri, ecc.» (p. 541). A ha caratteri buoni e B caratteri cattivi, B si serve di A; ma anche viceversa: A è cattivo, B è buono, A si serve di B (cf. p. 541). «Tra i due dissociati c’è un accordo perfetto. Un vero equilibrio» (p. 541).

Dunque: buono e cattivo, uomo e donna… Una sola persona.

Pasolini scrive che Carlo viene iniziato in una «religione orfica», diviene «santo» in rapporto a Dio (cf. p. 542)…  Ma quale Dio? Ecco come Pasolini ce lo fa capire in Petrolio.

Nel capitolo «Appunto 34», datato maggio 1974, Pasolini racconta di un intellettuale a cui appare la «Forza Oscura», «il Diavolo», colui che fa «raggiungere il Potere» (cf. p. 130), fa fare carriera imprenditoriale, politica…  L’intellettuale dice al Diavolo che desidera il Potere attraverso la «Santità» (cf. pp. 131-132) e il Diavolo accetta! L’intellettuale comincia a parlare di virtù cristiane, vive in povertà e castità, si avvicina con moderazione a movimenti cattolici di sinistra, professa fedeltà al Vaticano (cf. p. 132), guadagna così popolarità e discepoli (cf. pp. 132-133). Il Diavolo gli fa raggiungere la «Santità»… «il Bene… prodotto dal Male»… (cf. p. 134). Poi a quell’intellettuale, dopo la Forza Oscura, si manifesta la «Forza Luminosa» ossia Dio che gli dice che il Diavolo non è persona ma è «un semplice aspetto di Dio», una manifestazione di Dio (cf. p. 135).  Poi la Forza Luminosa assume di nuovo «la faccia del Diavolo» (p. 136).

Più avanti, Pasolini accenna al «Modello Bifronte» (p. 374), a «l’Idolo Bifronte» (cf. p. 375). 

***

Nel libro “La gaia critica. Politica e liberazione sessuale negli anni settanta” (Marsilio editori, 1a edizione digitale, Venezia 2019), Mario Mieli (1952-1983), ancora oggi apprezzato in ambienti italiani LGBT, collega l’omosessualità e la sodomia («passaggio attraverso il fuoco», «la fase iniziatica essenziale dell’ermafroditismo») alla «magia», al «patto col Diavolo» che è «androgino» e che dà «una vera amicizia omosessuale» (p. 141).  Mieli si definisce «un adepto della Via della Mano Sinistra» ossia «la strada liberatoria iniziatica ed erotica pura» (p. 309) e rifiuta qualsiasi fede religiosa (cf. p. 252). Mieli dice di sé:  «Esoterista, alchimista, di molte sue esperienze “iniziatiche” narra nel suo romanzo autobiografico che sta scrivendo da tre anni» (p. 311).  

A causa della depressione Mieli subisce nel 1975 un paio di ricoveri psichiatrici e nel 1983 si suicida. Poco dopo la pubblicazione del suo libro “Elementi di critica omosessuale” (Einaudi, Torino 1977) Mieli riceve una lettera datata 25 luglio 1977 dall’ing. Francesco Siniscalchi di Roma, «massone ed esoterista romano» [membro del GOI ostile alla Loggia P2 di Gelli], il quale gli scrive in merito al libro “Elementi di critica omosessuale”. Comincia un dialogo che «marcherà profondamente gli interessi esoterici e alchemici di Mieli» il quale incontrerà Siniscalchi a Roma (cf. La gaia critica, op.cit., p. 328).

In un’intervista alla trasmissione radio “Studio 82” (1982) Mario Mieli parla di Siniscalchi, «massone di palazzo Giustiniani, del Grande Oriente» che nel 1977 denuncia il caso Loggia P2. Mieli spiega che Siniscalchi gli ha inviato il testo di una lettera dell’alchimista Paracelso scritta a lettere rovesciate. Siniscalchi pensava che Mieli potesse arrivare a decifrarla e l’ha sottolineata in modo tale che Mieli ci è arrivato: Mieli dice che nel suo romanzo autobiografico spiega quella lettera che indica «la ricetta» per celebrare «le nozze alchemiche tra uomini»… Mieli afferma che nel romanzo non indicherà il nome di Siniscalchi, ma solo uno pseudonimo (cf. p. 300). 

L’intervistatore trova interessante quel testo e alcuni gruppi nascosti di tipo massonico.  Mieli risponde:

«A livello occulto esiste un giro omosessuale… In questo libro parlo di alcune persone sotto pseudonimo che partecipano a questo tipo di giri… C’è una massoneria esterna e una massoneria interna, appunto bisogna distinguere tra le due; ecco una cosa che se parli di Elementi puoi citare, questo collegamento con Siniscalchi» (p. 301). 

Già dal titolo del suo romanzo autobiografico [1982]  “Il risveglio dei faraoni”, pubblicato postumo (Associazione culturale Centro d’Iniziativa Luca Rossi, Milano 1994), Mario Mieli si mostra affascinato dalla religiosità dell’Antico Egitto. Mieli è convinto che Dio e il Diavolo sono «Al di là del bene e del male» e che fu Dio a ordinare al Diavolo di convincere Eva e Adamo a mangiare il frutto proibito (cf. p. 20).

Mieli rivela (secondo lui) «il segreto-chiave dell’alchimia» e del motto alchemico «v.i.t.r.i.o.l.»: la coprofagia (p. 21) a cui, secondo Mieli, inviterebbe anche il testo alchemico di Paracelso inviatogli dal massone esoterico Francesco Siniscalchi, chiamato nel romanzo «Tommaso Didimo» (cf. pp. 223-226).

Mieli elogia «l’androginia» (p. 27), non crede più in Dio (cf. p. 48), prega il Diavolo (p. 190), afferma di aver incontrato il Diavolo, di essere stato dominato dal Diavolo (pp. 194-195).  

Secondo Mieli: «Pasolini era morto ad Ostia assassinato perché Satana o chi per Lui era venuto a prendersi l’anima ch’egli aveva ceduto anni addietro stipulando un patto faustiano. Perciò quel delitto poteva dirsi politico!» (p. 195).  

  1. Ancora uno sguardo alla letteratura massonica.

Come ho mostrato in vari saggi e articoli, la “coincidentia oppositorum” o Dualità nell’Unità o armonia degli opposti, è ben presente nella letteratura di ambienti iniziatici, anche massonici. Offro solo qualche altra testimonianza.

Fabrizio Mariani (1938-2002) è stato Maestro Massone del GOI (notizia confermatami per iscritto nel 2008 da un altro Maestro Massone GOI di cui ometto il nome). Mariani è stato anche Gran Maestro dell’Ordine Martinista Antico e Tradizionale (cf. M. Introvigne, Il cappello del mago, Sugarco, Milano 1990, pp. 216-232). 

Nel suo libro “Il bello e il sacro. Il tempo e l’eternità – i Tarocchi – l’Androgino – i simboli” (Edizioni Bastogi, Foggia 1986), il massone e martinista Fabrizio Mariani elogia «Lucifero», «la bellezza del Diavolo» e dell’Abisso infernale (cf. pp. 65-68), elogia l’androginia iniziatica (pp. 97-105) e il rapporto omosessuale dell’imperatore romano Adriano con il giovanissimo Antinoo (pp. 75-94).

Nel N. 1 di gennaio 1990, la rivista massonica “Hiram” (GOI) pubblica l’articolo “Sintesi filosofica del simbolismo massonico” (pp. 21-24). Si tratta di una conferenza del massone Adelchi Borzi letta il 7 gennaio 1923 alla Loggia “La IIIa Italia”.   Borzi spiega che le 2 colonne del Tempio massonico esprimono la Dualità in cui si manifesta l’Unità Assoluta. «L’Assoluto Unico» (p. 24) si sdoppia: «l’Infinito si limita nel finito, l’indeterminato nel determinato, l’Assoluto nel relativo, l’Essere nel non-Essere, lo Spirito nella Materia, l’attivo nel passivo, il positivo nel negativo, il bene nel male, l’azione nella reazione, Iddio nel diavolo» (p. 24, grassetto mio).

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