- CR – Agenzia di informazione settimanale - https://www.corrispondenzaromana.it -

Cavalieri di Malta: Boeselager perde davanti al tribunale di Amburgo

Riportiamo un importante notizia pubblicata il 13 settembre dal sito kath.net.  

Nuova svolta nel giallo che riguarda i Cavalieri di Malta e il loro Gran Cancelliere in carica, Albrecht von Boeselager. Boeselager aveva avviato una procedura giudiziaria contro il giornale cattolico on line KathNet. Sul punto decisivo, il tribunale territoriale del Land di Amburgo ha stabilito che è vera l’impressione derivante dall’articolo incriminato, secondo cui Albrecht von Boeselager «ha  lui stesso dato origine a tutte le critiche che gli sono state rivolte, anche per quel che riguarda la sua conoscenza di tutte le circostanze rilevanti».

Con ciò, il Tribunale ha riconosciuto come un dato di fatto che Malteser International, anche dopo che l’opinione pubblica era venuta a conoscenza che  nel Myanmar erano stati distribuiti aiuti umanitari comprendenti dei preservativi, ha proseguito per alcuni mesi con questa iniziativa umanitaria e che questo è avvenuto col pieno consenso e la piena avvertenza del signor Boeselager.  In questo modo l’ingiunzione interlocutoria, che Boesalager aveva ottenuto in sede giudiziaria dopo l’articolo pubblicato da Kath.net, è  stata cassata proprio su questo punto decisivo.

Sulla preistoria dei fatti: poco meno di un anno fa si era arrivati all’interno dell’Ordine dei Cavalieri di Malta alle dimissioni del Gran Cancelliere, Albrecht von Boeselager. L’allora Gran Maestro dei Cavalieri di Malta, Fra Matthew Festing, aveva rimproverato al Tedesco di aver violato, nella sua funzione precedente di Grande Ospitaliere dell’Ordine, la dottrina morale della Chiesa,  dato che era a conoscenza della distribuzione di mezzi contraccettivi nel quadro di progetti umanitari internazionali dei Cavalieri di Malta e di non averla interrotta. Boeselager aveva respinto questa critica e avviato un ricorso interno all’Ordine contro le proprie dimissioni. Il Vaticano e il Papa erano stati coinvolti in prima persona ed erano giunti alla conclusione che le accuse contro Boeselager fossero infondate. Per questo motivo, Festing, su pressione del Papa, si era dimesso e Boeselager era stato rimesso in carica.

Con la sentenza del tribunale di Amburgo, ora, anche questa procedura si trova, de facto, a essere messa in questione. Il Papa è stato informato male? Festing aveva ragione e, quindi, è stato ingiustamente costretto alle dimissioni? Boeselager è ancora nelle condizioni sostenibili per fungere da Gran Cancelliere di un Ordine cattolico?

Nella sentenza di Amburgo, che questa settimana è stata trasmessa in forma scritta a Kath.net, si legge, con un richiamo all’articolo di Kath.net del 26 dicembre 2016 contro cui Boeselager si era mosso sul piano giudiziario:

«Tutto il terzo paragrafo dell’articolo si pone in maniera critica nei confronti di diversi aspetti del lavoro della parte Richiedente (la parte attrice, i.e. Albrecht von Boeselager) come ospitaliere, per dimostrare la tesi, presentata all’inizio, secondo cui una piccola cerchia di area linguistica tedesca vorrebbe sì mantenere i vantaggi dell’esclusività e della sovranità, ma allentare il vincolo con la dottrina cattolica e il legame con il Papa, che, a loro parere, sono troppo stretti. Ne deriva per il lettore, a parere della camera giudicante in maniera cogente, che il Richiedente è lui stesso, con la sua condotta, all’origine delle critiche citate, cosa che, di necessità, riguarda anche la sua conoscenza di tutte le circostanze rilevanti. Questa impressione, a livello processuale, secondo il risultato dell’azione di opposizione e della sua contradditorietà, può peraltro essere considerata come consistente (vera)».

Boeselager aveva, invece, argomentato, sia pubblicamente che nel confronto giudiziario, di non avere avuto alcun influsso operativo diretto sull’azione umanitaria di Malteser International, che quelle circostanze non rientravano tra le sue responsabilità e che, una volta messo al corrente degli abusi, era intervenuto subito e vi aveva posto fine.

Da notare è che, nel frattempo, tutte le affermazioni e i links su questo argomento sono scomparse dalla Homepage ufficiale dei Cavalieri di Malta di Roma.