Cordoba, prosegue la guerra di nervi Giunta “rossa”-Cattedrale

CordobaMentre l’Occidente si interroga sulla sanguinaria emergenza jihad in Europa, la Giunta sinistrorsa di Andalusia non trova di meglio da fare che proseguire nella scandalosa ed infantile guerra di nervi, promossa contro la Curia di Cordoba. Secondo l’autorevole quotidiano Abc, il sito ufficiale dell’ente di promozione turistica dell’amministrazione Diaz – sito cui ogni giorno accedono migliaia di turisti e potenziali visitatori – ha volutamente eliminato il termine «Cattedrale», sostituendovi quello di «moschea» a proposito della Chiesa Madre cattolica della locale Arcidiocesi, tale da quando, nel lontano, lontanissimo 1236, Ferdinando III di Castiglia riconquistò la città. E presto dovrebbero essere stampati anche dei pieghevoli, contenenti la medesima, deliberata omissione.

In tutte e quattordici le righe dedicate all’argomento, si fa solo un cenno allo «stile gotico, rinascimentale e barocco della costruzione cristiana». Probabilmente, una svista… Oltre a ciò, impossibile ovviamente non parlare delle sue origini come basilica visigota, ma niente più, preferendo poi soffermarsi sull’acquisizione e sulla demolizione del complesso ad opera dell’emiro Abd al-Rahmán, per erigervi al suo posto un maestoso tempio islamico. Per il resto, si legge on line solo un logorroico elenco dei segni dell’impronta musulmana lasciati dal tempo e dalla Storia, ignorando completamente gli ultimi otto secoli. In più, spicca sul sito un vergognoso riferimento all’affannoso tentativo, autoattribuitosi dalla Giunta, di «attivare i canali adeguati, affinché gli esiti dello sfruttamento turistico vadano il più possibile a vantaggio dello sviluppo economico della comunità di Cordoba», come se fosse ormai di proprietà pubblica e non esclusivamente della Chiesa. Ciò che suona come più di uno sgarbo, anzi come una sorta di “dichiarazione di guerra” nei confronti della Curia. E’, questo, lo stesso concetto espresso dal consigliere Rafael Rodriguez di Sinistra Unita nella lettera, inviata al Capitolo della Cattedrale lo scorso 30 dicembre, per ribadire l’ultimatum e porre le condizioni per una gestione “condivisa” dell’edificio sacro, che dal 1984 è stato dichiarato dall’Unesco «patrimonio dell’umanità».

Meglio sarebbe se l’ufficio turistico territoriale si preoccupasse di dotare l’area d’infrastrutture adeguate, visto che gli hotel a cinque stelle citati nella sezione “Servizi e infrastrutture” del portale son tutti di altre province, vicine ma differenti da Cordoba. Solo in decima posizione figura la prima struttura di lusso della città. Ma questo alla giunta sinistrorsa non interessa, essendo un dato inutile per portare avanti la propria battaglia ideologica contro i mulini a vento.

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