Grazie ad una vittoria legale senza precedenti – riferisce “Asia News”, Agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) – quattro leader cristiani protestanti non ufficiali sono stati liberati da un laogai, campo di “rieducazione attraverso il lavoro”, cui erano stati condannati per aver assistito ad una funzione religiosa in una casa privata.
Circa 1,5 milioni di persone cacciate di casa per realizzare le opere olimpiche, molti non hanno ricevuto un’altra casa o un indennizzo. Alcune storie ordinarie di chi è in carcere per avere chiesto il risarcimento o è stato ucciso di botte perché ha protestato.
Il portavoce del ministero degli esteri cinese Liu Jianchao conferma che la Cina ha avuto «importanti» contatti con la Santa Sede.
Le Madri di piazza T’ien An men, che hanno perduto i figli uccisi nel 1989 dall’Esercito Popolare cinese nella repressione del movimento democratico degli studenti, chiedono con una lettera aperta all’Assemblea Nazionale del Popolo (il Parlamento cinese) di «scusarsi» con le famiglie dei giovani.
Cinquemila delegati sono giunti a Pechino per l’annuale riunione dell’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP, il Parlamento della Repubblica Popolare Cinese) che si è aperto il 5 marzo 2008.
Centinaia di giovani tibetani in esilio si preparano a compiere una marcia dall’India al Tibet, dove contano di giungere l’8 agosto, giorno dell’apertura dei Giochi olimpici di Pechino e la Cina, dal canto suo, promette di combattere il “terrorismo” dei gruppi separatisti.
Dal 10 marzo scorso centinaia di monaci tibetani tengono dimostrazioni di protesta a Lhasa, in concomitanza con manifestazioni organizzate dai tibetani in esilio per commemorare la rivolta anticinese del 10 marzo 1959 e promuovere la causa del Tibet in vista dei Giochi Olimpici di Pechino di agosto.
Centinaia di persone sono state uccise nel corso delle rivolte in Tibet iniziate il 10 marzo 2008, 49º anniversario dell’insurrezione di Lhasa, la cui violenta repressione portò, tra l’altro, alla fuga del Dalai Lama che da allora vive in esilio a Dharmasala, nel nord dell’India.
La commissione elettorale centrale di Taiwan ha confermato la vittoria schiacciante di Ma Ying-jeou alle elezioni presidenziali. L’esponente del Kuomintang (KMT), il Partito nazionalista all’opposizione, ha raccolto oltre 7,6 milioni di voti, contro i 5,4 milioni del suo oppositore, Frank Hsieh, del Partito Democratico Progressista (DPP). Hanno votato il 75% degli aventi diritto.
Teng Biao, avvocato e attivista democratico che ha chiesto al Governo cinese di rispettare gli impegni sul rispetto dei diritti umani presi quando furono assegnate a Pechino le Olimpiadi 2008 è scomparso. Probabilmente arrestato. La sparizione è stata denunciata il 7 marzo 2008 da sua moglie, Wang Ling.