Catalogna: gli scout cattolici si fondono con atei e massoni!

ScoutL’unione fa la forza? Non sempre. A volte può essere pericolosa. Molto pericolosa.

Si chiamano Minyons Scouts e Guías e sono le due formazioni cattoliche di escursionismo operanti in Catalogna. Numericamente sono le più forti del settore, possono contare in tutto su ben 149 raggruppamenti e 14.235 aderenti. Possono pertanto stare in piedi anche da sole, non hanno bisogno di gemellaggi o apparentamenti con altri per sopravvivere. In ogni caso, almeno per dimensioni, dovrebbero esser loro a dettar legge. Invece, no.

Secondo quanto riportato dal quotidiano on line Forum Libertas, v’è stato un approfondito dibattito interno. L’assemblea, svoltasi al Barcelona Teatre Musical proprio per decidere il da farsi, è durata otto, lunghissime ore. All’ordine del giorno v’era la fusione con organizzazioni scoutistiche analoghe, ciò cui si è giunti non dall’oggi al domani, ma dopo un processo di “avvicinamento” iniziato addirittura nel 2009. I pro ed i contro si sono sostanzialmente equivalsi. Ma i primi sono prevalsi sui secondi d’un soffio, con un modestissimo 53,2% dei consensi. Percentuale comunque sufficiente, bastando la maggioranza semplice per svendere la propria autonomia. Così, l’accorpamento con Acció Escolta e Escoltas Catalanes è divenuto realtà. Purtroppo. Perché? Perché queste sigle sono aconfessionali, la religione con loro non c’entra. La seconda, in particolare, con i suoi 42 gruppi, fa addirittura parte della Lega per la Laicità, che riunisce atei e massoni.

L’incredibile decisione di Minyons Scouts e Guías ha suscitato più di una preoccupazione. I programmi educativi finora seguiti dai rispettivi ambiti hanno un’ispirazione così differente, da complicare in partenza qualsiasi tentativo di amalgama. Già qui sconcerta, però, come i timori in vista della fusione non abbiano mai, dicasi mai riguardato la tutela della fede cattolica, ciò che sarebbe stato più che legittimo, ritrovandosi fianco a fianco con atei e massoni. No, di questo non si è parlato. A far problema, invece, sono state al massimo, questioni pedagogiche, identitarie o territoriali. Insomma, beghe di cortile o faccende di contorno. Nient’altro.

Anche il Commissariato Generale, il più alto organo esecutivo delle aggregazioni scoutistiche cattoliche, si è riunito lo scorso 8 febbraio in seduta straordinaria presso il Centro Culturale di Terrassa, per valutare la questione. Alla fine, però, si è limitato a ratificare la decisione già assunta dall’assemblea, vedendo anzi rafforzata (63%) la linea della riunificazione. Ben poche le sacche di resistenza, tra le quali si è distinto il distretto di Girona con un 74% di contrari. Tiepida, molto tiepida, invece, Barcellona.

Le assemblee di Acció Escolta e Escoltas Catalanes hanno a loro volta espresso una risicata maggioranza favorevole all’operazione. Operazione, il cui obiettivo vuol essere quello di formare un’unica, grande associazione scoutistica catalana. Ove, ovviamente, la componente cattolica – benché preponderante – finirà per esser messa tra parentesi e risultare irrilevante. Per poi sparire. Come la Storia sempre insegna in questi casi.

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