Carneficina in Nigeria: non 200, ma 500 morti

Boko HaramNuovi massacri di cristiani purtroppo in Nigeria, tutti firmati dai terroristi islamici appartenenti alla sanguinaria sigla Boko Haram.

Le cifre relative ai morti riferite dalle autorità locali vanno ben oltre quelle riportate dalla stampa italiana, fermatasi a quota 200: in realtà, si parla di circa 500 vittime provocate in soli tre giorni, tra domenica e martedì, nei villaggi di Goshe, Attagara, Agapalwa e Aganjara, nello Stato del Borno, a Nord del Paese. Tutti cristiani.

Secondo il settimanale africano Jeune Afrique si tratterebbe di uno degli assalti più cruenti e sanguinari commessi da Boko Haram dall’insurrezione islamista del 2009 ad oggi.

I fanatici, armati fino ai denti, sono giunti a bordo di 300 motociclette travestiti da soldati e fingendo così di voler proteggere la popolazione: hanno pertanto convinto la gente dei villaggi a riunirsi davanti alla chiesa, quindi hanno all’improvviso aperto il fuoco, freddando tutti, anzi inseguendo e raggiungendo anche i pochi superstiti rifugiatisi nella boscaglia. Un’esecuzione di massa grondante sangue e durata circa sei, interminabili ore. Ovunque gli assassini hanno issato la propria bandiera.

Non si può certo parlare comunque di un caso isolato: già agli inizi di maggio un attacco analogo era stato sferrato nella città di Gamboru Ngala, situata nella stessa regione, provocando altri 300 morti. Intanto, le violenze proseguono: altri casi sono stati segnalati anche all’indomani dell’efferato attentato di massa.

Secondo uno dei capi locali di Attagara, l’intera zona starebbe vivendo una grave «crisi umanitaria» e chiede l’intervento di aiuti internazionali (nella foto, alcuni membri di Boko Haram con al centro Aboubakar Shekau, considerato il capo di questo sanguinario gruppo di terroristi islamici).

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