Card. Ranjit: “è arrivato il tempo del ritorno del Vetus Ordo e della Riforma della Riforma”

(su Messa in Latino del 28/12/2011) Lo scorso 5-6 Novembre 2011 si è tenuta a Roma la XX Assemblea Generale della F.I.U.V. (Foederatio Internationalis Una Voce). In occasione dell’apertura era sstata celebrata una S. Messa prelatizia dal Card. Castrillón Hoyos, Prefetto emerito della Congregazione del Clero e Presidente emerito della Pontificia Commissione Ecclesia Dei (della cui omelia avevamo parlato qui in un nostro post) e il 19 dicembre u.s. è stato pubblicata la relazione scritta di tale assemblea.

Sul sito di New Liturgical Movement è stato pubblicato ieri il contenuto della lettera scritta dal Card. Malcolm Ranjith – ex segretario della Congragazione del Culto Divino – ai partecipanti di tale assemblea.

Siamo sicuri che sia di certo interesse per i nostri lettori e che rappresenti una forte ed importante dichiarazione in difesa del Vetus Ordus e dell’urgente e opportuna Riforma della Riforma.
L’autorevolezza del prelato, inoltre, carica maggiormente di peso le chiare ed esplicite parole che giungono in un periodo ormai pronto ad accoglierle e a farle fruttare, visto ormai l’ammessa mala-interpretazione ed errata applicazione dei testi conciliari (riconosciuta anche dal Cardinale nella sua lettera), a fronte altresì del frantumazione del super-dogma del Concilio non-più-intoccabile e soprattutto a seguito della “condanna” del pestilenziale “spirito del Concilio”, riconosciuto ormai quale maggiore colpevole e responsabile della discussa Riforma Liturgica (non voluta, così come realizzata, dai Padri Conciliari).
LETTERA:

“Desidero esprimere prima di tutto, la mia gratitudine a tutti voi per lo zelo e l’entusiasmo con cui promuovere la causa del restauro della vere tradizioni liturgiche della Chiesa.
Come sapete, è il culto che esalta la fede e la sua realizzazione eroica nella vita. È il mezzo con cui vengono sollevati gli esseri umani fino al livello del trascendente ed eterna: il luogo di un incontro profondo tra Dio e l’uomo.
Per questo motivo, la liturgia non potrà mai essere ciò che l’uomo crea. Perché se noi pratichiamo un culto come lo vogliamo noi e fissiamo noi stessi le regole, allora corriamo il rischio di ricreare vitello d’oro di Aaron.

Dovremmo insistere sempre per intendere il culto divino come atto di partecipazione a ciò che Dio stesso fa, altrimenti corriamo il rischio di impegnarsi in idolatria. Il simbolismo liturgico ci aiuta a superare ciò che è umano verso ciò che è divino. In questo, è mia ferma convinzione che il Vetus Ordo rappresenti in larga misura e nel modo più appagante -mistico e trascendente- ad un incontro con Dio nella liturgia.
Per questo ora è arrivato il tempo per noi non solo di rinnovare, attraverso cambiamenti radicali, il contenuto della liturgia nuova, ma anche per incoraggiare sempre più un ritorno del Vetus Ordo, inteso come il modo per un vero rinnovamento della Chiesa, che era ciò che il Padri Conciliari seduti nel Concilio Vaticano II desideravano.
L’attenta lettura della Costituzione conciliare sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilum, dimostra che i cambiamenti introdotti alla Liturgia in seguito non sono mai stati nelle menti dei Padri del Concilio.
Quindi è giunto il momento per noi di essere coraggiosi e lavorare per una vera riforma della riforma e anche un ritorno alla vera liturgia della Chiesa, che si era sviluppata sulla sua bimillenaria storia in un flusso continuo. Auguro e prego che ciò possa accadere.
Dio benedica i vostri sforzi con successo.”
+ Cardinale Malcolm Ranjith
Arcivescovo di Colombo
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