Cagliari. Scritte offensive e bestemmie nella Chiesa di S. Ignazio

Trovate lungo la facciata della chiesa del più importante convento di cappuccini in Sardegna. Imbrattata anche la statua del Santo.
Gesto incomprensibile, anche perché la comunità di frati è ben voluta da tutti. Il santuario di S. Ignazio è continuamente frequentato da fedeli, in cerca di tranquillità e spazi di preghiera.
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23 dicembre 2012
Cagliari, violata la chiesa di S.Ignazio

Scritte offensive lungo la facciata

La scoperta è stata fatta all’alba di ieri. La facciata della chiesa, in viale Fra Ignazio, a Cagliari era interamente coperta da scritte contenenti bestemmie e disegni volgari. Non è stata nemmeno risparmiata la statua del Santo venerato in tutta l’Isola.

A fine mattinata i padri che abitano nel convento, il più importante dei cappuccini sardi, avevano già provveduto a far cancellare le scritte. Qualcuno, approfittando dell’oscurità notturna, ha voluto profanare il luogo di culto in cui sono custodite le spoglie di Sant’Ignazio da Laconi. Mancavano dieci minuti alle 6 quando i frati hanno scoperto quanto era accaduto. La chiesa era stata aperta alle 5 e 30, come di consueto, e qualche fedele – che ha peraltro avvertito rumori sospetti – era già al suo interno.

IL PADRE VICARIO – “E’ un gesto di per sé profondamente offensivo – dice padre Jean Marcel, vicario della comunità religiosa – che certamente pesa ancor più perché compiuto sotto Natale, in un tempo di attesa e dolcezza. Risulta inoltre incomprensibile ai nostri occhi: l’opera che noi compiamo si svolge nel segno dell’accoglienza”. Inutile chiedere se i sospetti ricadano su qualcuno in particolare. “Capita ogni venerdì che decine e decine di giovani si affollino sulla via ma, al di là della loro chiassosa presenza, nessuno aveva mai osato compiere atti così offensivi nei nostri confronti”. Proprio in questi giorni il convento, già fulcro di devozione, è meta incessante di fedeli. Nel santuario non si cercano soltanto tranquillità e spazi di preghiera. Fra Lorenzo, che fu discepolo di fra Nicola e fra Nazareno, vi ha allestito l’ormai tradizionale presepe.

LA CITTA’ – La notizia del gesto ha suscitato la reazione sdegnata della città e di quanti considerano quel luogo un punto di riferimento fondamentale: “Come si possono colpire i frati?”, si chiedono i più, “è un’azione deprecabile che non trova parole per essere definita”. Sull’episodio indagano le forze dell’ordine che cercano di risalire agli autori dell’accaduto.

Fonte: Unione Sarda

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