Bruxelles, manifestanti pro-life aggrediti dalla Polizia

BruxellesNon erano pericolosi criminali quelli contro cui si è scagliata la polizia belga, bensì gli aderenti ad una manifestazione pro-life pacifica, autorizzata, dunque perfettamente legale, promossa lo scorso 31 marzo dall’organizzazione polacca Fundacja Pro e dall’Istituto Instigos. Tra i presenti, c’era anche un europarlamentare, Michal Marusik. Se, a testimoniare l’accaduto non vi fossero i video pubblicati on line dall’agenzia LifeSiteNews, si stenterebbe a credervi. Ecco come sono andate le cose.

I fatti sono accaduti in pieno centro, in piazza Lussemburgo, a Bruxelles, proprio nei pressi del Parlamento europeo. Prima il picchetto dei manifestanti è stato circondato da una folla di abortisti inferociti: «La loro è stata una reazione isterica – ha dichiarato Kaja Godek, leader pro-life polacca – Ci hanno urlato ch’eravamo malati, han detto che le fotografie relative a vittime dell’aborto da noi mostrate erano una menzogna».

«Contro di noi hanno gridato insulti, volgarità ed oscenità, specialmente contro le donne – ha aggiunto una delle partecipanti, Jacek Januszewski – Hanno lanciato petardi, provocato con spintoni e cercato di rubare i nostri striscioni. Eravamo in stato di choc. Ad un certo punto un agente in borghese si è avvicinato a noi, rosso in volto. Ci ha urtati, ha cercato di strapparci i cartelli con la forza. Quando abbiamo opposto resistenza, si è qualificato. Gli abbiamo chiesto cosa stesse facendo, nonché quale legge gli permettesse di interrompere una manifestazione autorizzata. Ci ha urlato: ‘Io sono la legge a Bruxelles’. A mandarlo su tutte le furie pare sia stato uno striscione, raffigurante Adolf Hitler ed in cui si specificava come sia stato il Führer a legalizzare l’aborto in Polonia. Diceva che quello slogan turbava tutti, che eravamo noi il pericolo e che eravamo stati noi a provocare la violenza».

Si pensava che gli agenti aiutassero a stemperare la tensione: invece, hanno rimosso a forza i cartelli pro-life e persino una bandiera polacca, accusandoli d’esser la causa delle reazioni aggressive del manipolo abortista. Che, incredibilmente, l’ha avuta vinta. E’ forse questo il concetto di “libertà d’espressione” per il quale hanno sfilato i “grandi” d’Europa dopo gli attentati di Parigi? E’ questo il massimo della tolleranza, che sappia proporre l’Occidente secolarizzato?

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