Brasile laico: tolto “Dio sia lodato” su tutte le nuove banconote

Infrange il principio di laicità dello Stato, anche se i cristiani sono la maggioranza.
La frase, presente sin dal 1986, era sempre stata mantenuta per tradizione.
Una storia molto simile a quella della moneta da due euro slovacca.

***
Le monete diventano laiche e la parola Dio non c’è più

di Andrea Bevilacqua
Monete sì, ma laiche e cioè senza Dio. È di qualche giorno fa la notizia che il Procuratore generale dei diritti dei cittadini dello Stato di San Paolo in Brasile ha decretato che l’espressione «Dio sia lodato», stampata sui biglietti di banca, dovrà essere soppressa, e ha dato 120 giorni di tempo allo Stato per applicare la sua decisione su tutte le nuove banconote.
La presenza di questa frase, infatti, secondo il Procuratore generale infrange il principio di laicità dello Stato e la libertà religiosa: «Il fatto che i cristiani siano maggioritari non giustifica che si continuino a violare i diritti fondamentali dei brasiliani che non credono in Dio» ha detto.
Tuttavia la Costituzione brasiliana scrive nel suo preambolo che il paese «si colloca sotto la protezione di Dio».
La misura non implicherà spese per le casse dello Stato, dice la Procura, e sarà applicata con l’entrata in circolazione di nuove banconote, prevista nell’arco di quattro mesi. Nel corso del complesso iter processuale, la Banca centrale brasiliana ha ricordato che la frase stampata sui reais cartacei è stata giustificata dalla Costituzione del 1988: il preambolo della Carta afferma che questa è stata promulgata «sob a proteção de Deus», con la protezione di Dio. Eppure l’esortazione appariva già sui cruzados del 1986, voluta dall’allora presidente José Sarney, e si mantenne nelle altre monete succedutesi in breve tempo trascinate dall’inflazione, i cruzados nuevos, i cruzeiros, i cruzeiros reais e i reais (in circolazione dal 1694 al 1942 e tornata ad essere valuta nazionale dal 1994). Anche Fernando Henrique Cardoso (1995-2003) decise di mantenere la frase sulle banconote ritenendola una «tradizione». Ma secondo il procuratore per i diritti del cittadino Jefferson Aparecido Dias «nessuna legge autorizza l’inclusione di espressioni religiose sulla moneta» e lo Stato deve garantire la libertà religiosa di tutti i brasiliani, sebbene l’ampia maggioranza si professi cristiana. La decisione va di pari passo con quella presa in occasione del 1150 anniversario dell’arrivo dei santi Cirillo e Metodio, inventori fra l’altro dell’alfabeto cirillico in Slovacchia. Il governo ha deciso di coniare una moneta da due euro, con l’immagine dei santi, co-patroni d’Europa.
Ma, afferma un comunicato, «la Commissione europea e alcuni Stati membri hanno chiesto alla Slovacchia di eliminare alcuni simboli religiosi dalla moneta progettata per applicare il principio della neutralità religiosa». La notizia è stata resa pubblica, e la Conferenza episcopale non ha esitato a qualificare come una «vergogna» l’imposizione. «Nel 1988, prima della Rivoluzione di velluto, i fedeli della Slovacchia rischiavano la vita predicando la dottrina che avevano predicato i santi. Realmente, viviamo in uno Stato di diritti o in un sistema totalitario che ci detta quali attribuiti possiamo utilizzare»? Le monete manterranno la doppia croce, simbolo nazionale come lo è anche della Repubblica Ceca. Ma scompariranno le aureole.

Fonte: Italia Oggi

Donazione Corrispondenza romana