BRASILE: candidata di Lula in testa, ma delude le aspettative

Per conoscere il nome del nuovo presidente della República Federativa do Brasil si dovrà attendere ancora un mese. Il voto del 3 ottobre scorso, infatti, ha confermato il previsto vantaggio della sessantaduenne Dilma Rousseff, ma l’ex braccio destro del presidente uscente Luiz Inácio Lula Da Silva delude, fermandosi intorno al 46%.


Il 31 ottobre prossimo, perciò, dovrà scontrarsi al ballottaggio con il candidato dell’opposizione José Serra, che ha ottenuto il 33% dei suffragi. Buon piazzamento per la verde Marina Silva (20%). Sulla perdita di consensi per la Rousseff – che fino a poche settimane prima sembrava destinata a conquistare il Palácio da Alvorada (residenza presidenziale a Brasilia) al primo turno – hanno influito soprattutto due fattori: uno scandalo che ha travolto la sua principale collaboratrice a Brasilia e la crescita dei consensi per la candidata verde Marina Silva, che ha scippato un buon numero di voti alla Rousseff proprio nella sua roccaforte, il Nordest povero dove le demagogiche politiche sociali di Lula fanno più presa.

Ma l’“onda verde” negli ultimi giorni si è mossa pure su altri due fronti: quello urbano e giovanile, e quello del popolo della chiesa evangelica, che in Brasile ha un peso politico determinante. Marina Silva, infatti, aderisce a un movimento protestante, non è favorevole all’aborto e il suo Partito Verde non si riconosce nella linea tecnocratica, tutta industria, energia e petrolio dell’ultimo Lula. Qualche giorno addietro il settimanale “Veja”, tiratura un milione di copie, è uscito con una copertina completamente bianca con su scritto: Ecco le proposte dei candidati per il futuro del Brasile. Giudizio duro su una campagna elettorale giudicata poco vivace da molti osservatori. Fra questi, alcuni rilevano che, alla sesta tornata elettorale dopo la dittatura militare (1964-1985), le differenze ideologiche si sono sopite e da vent’anni la guida del Brasile è questione privata tra due grandi partiti: il Psdb (Partido da Social Democracia Brasileira) e il Pt (Partido dos Trabalhadores) di Lula, che ha governato per due mandati.

Adesso José Serra ha circa un mese di tempo per porre in atto una nuova strategia per battere la candidata del Pt. L’ex presidente Fernando Henrique Cardoso (Psdb) accusa Lula di aver abusato della sua carica per lanciare la Rousseff: «È stato un rullo compressore. Si è comportato come il boss di una fazione, non come il leader di un Paese».

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