Boko Haram ora si sposta verso la frontiera col Camerun

PonteSembra delinearsi in modo sempre più chiaro la criminale strategia seguita da Boko Haram, strategia che intende ripetere tra Nigeria e Camerun il copione già tragicamente visto in Iraq e Siria con l’efferato e crudele genocidio compiuto dall’Isis.

Così, un giorno dopo aver assaltato la città di Gamboru Ngala, situata nel Nord-Est della Nigeria, i miliziani di Boko Haram han tentato di far saltare in aria lo scorso 26 agosto anche il ponte di Fotokol: la struttura, che unisce il Paese al Nord del Camerun, è stata solo in parte danneggiata, sebbene non sia certo in grado di sopportare il passaggio di grandi carichi.

L’esercito sembra manifestare crescenti difficoltà, tuttavia, nell’affrontare i terroristi islamici, soprattutto nelle zone di frontiera: da lunedì gli insorti controllano la principale stazione di Polizia di Gamboru Ngala e la base militare situata fuori città. Le forze camerunensi stanno seguendo con estrema attenzione l’evolversi della situazione, pronte ad entrare in azione, per arginare eventuali blitz.

Nel frattempo, l’esercito nigeriano ha respinto la proclamazione del «califfato islamico» compiuta nella città di Gwoza da Abubakar Shekau, leader del gruppo armato di Boko Haram, gruppo che dallo scorso aprile sta seminando il terrore nella regione a Nord-Est del Paese, controllandone intere aree: «Questo annuncio semplicemente non ha senso – ha dichiarato con un proprio comunicato Chris Olukolade, il portavoce dell’esercito nigeriano – La sovranità e l’integrità territoriale dello Stato sono intatte». Ma sono anche costantemente minacciate e nel mirino dei miliziani musulmani, ciò che induce a tener sempre alta la guardia.

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