BIOETICA: tutta l’Italia combatte per salvare la vita ad Eluana

Dopo la sentenza della Cassazione che autorizza la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana Englaro, in tutta Italia si moltiplicano le veglie, i digiuni, gli interventi, le azioni legislative e le manifestazioni spontanee per impedire che la ragazza venga uccisa (“Zenit”, 23 novembre 2008).

In una veglia di preghiera svoltasi giovedì 20 novembre a Firenze, l’arcivescovo, mons. Giuseppe Betori, ha detto che «non è ragionevole che la vita che palpita in questa giovane sia spezzata per mano dell’uomo». Di fronte a oltre cinquecento fedeli riuniti in preghiera nella Basilica della Santissima Annunziata, riferendosi ad Eluana, mons. Betori ha sottolineato che «il rispetto, l’attenzione e l’amore per la vita dell’uomo non può conoscere eccezioni», perché «se così fosse, si aprirebbe la strada alla più iniqua forma di discriminazione, quella basata sulla condizione psicofisica e sulle capacità della persona». «La vita di Eluana – ha sottolineato l’arcivescovo di Firenze – è un bene, un bene prezioso che Dio le ha donato e di cui tutti noi siamo partecipi, perché della stessa vita noi viviamo». Mons. Betori ha rilevato che ci sono state epoche in cui venivano giustificati la schiavitù, l’infanticidio, l’emarginazione o la soppressione dei malati mentali, ma è evidente che si tratta di «barbarie o di una compressione dei diritti umani che non vorremmo rieditare».

Tra i movimenti ecclesiali, il presidente nazionale dell’Azione Cattolica, Franco Miano, ha chiesto sulle pagine di “Avvenire” di «pregare per Eluana, non come fuga ai problemi, ma come occasione per evitare chiacchiere vane e per tornare all’essenziale».

Forte anche il tam-tam in rete: “Più voce” ha fatto uno speciale raccogliendo oltre trenta interventi sulla vicenda Englaro, tra cui quelli del professor Francesco D’Agostino, presidente dell’Unione dei Giuristi Cattolici; della professoressa Maria Luisa di Pietro, presidente dell’Associazione Scienza & Vita; di Franco Miano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica; Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare; Luisa Bianconi, senatrice della Pdl, relatrice di una proposta di legge contro l’eutanasia; dell’onorevole dell’Udc Luisa Capitanio Santolini, membro della Commissione Cultura e Commissione Infanzia della Camera dei Deputati; dell’onorevole Paola Binetti, psicoterapeuta e medico chirurgo, oltre a innumerevoli lettere di lettori che sostengono la difesa della vita di Eluana.

Sul fronte legislativo, trentaquattro associazioni italiane hanno presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per chiedere la sospensione della sentenza della Cassazione. I legali Rosaria Elefante e Alfredo Granata, per conto di “Vive onlus”, Federazione nazionale associazioni trauma cranico e Rete, e in rappresentanza delle 34 associazioni, ha presentato un ricorso alla Corte di Strasburgo sui diritti umani per violazione della Carta dei diritti dell’uomo, della convenzione di Oviedo del 1997 sui diritti dell’uomo e la biomedicina e della convenzione ONU del 2006 sui disabili. Rosaria Elefante ha sottolineato che il ricorso «è espressione di un interesse collettivo e viene promosso perché non si aprano le porte a forme di eugenetica. Si tratta di un’azione a tutela anche di tutte le famiglie che hanno un congiunto in stato vegetativo».

Innumerevoli anche gli interventi dei vescovi in favore della vita di Eluana. Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Angelo Bagnasco, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Europea di Roma ha ribadito che «idratazione e alimentazione non possono essere considerate terapie mediche». Mons. Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha rinnovato la speranza di un ripensamento che permetta a Eluana Englaro di vivere. Mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli, ha chiesto: «come fare a non vedere in questa triste decisione una tendenza a considerare l’uomo come un oggetto più che un soggetto al quale dare il meglio che possiamo e dobbiamo dare?».

In un messaggio diffuso in tutte le parrocchie, il vescovo di Chiavari, mons. Alberto Tanasini, ha scritto: «Di fronte a Eluana siamo tutti chiamati a ravvivare o a ritrovare il valore della vita umana, specie quando questa vita è resa ancora più preziosa dalla sua fragilità ed è quindi affidata alla nostra custodia». A Chiavari i fedeli, insieme alle preghiere e alle veglie, hanno raccolto bottigliette d’acqua di fronte alla Cattedrale sotto la statua di Giovanni Paolo II. A Lecco il Vescovo mons. Franco Cecchin ha guidato sabato 22 novembre la preghiera per Eluana al santuario della Vittoria. Mons. Diego Coletti, vescovo di Como, ha spiegato con apprensione che «la vicenda di Eluana, suo malgrado, rischia di funzionare come un grimaldello che incrina la cultura dell’amore e del rispetto della vita. E che rende assopite le nostre coscienze proprio laddove la vigilanza dovrebbe essere massima».

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