BIOETICA: per Mantovano la Magistratura si arroga diritti che non le appartengono

Secondo il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano «la stringata ordinanza con cui la Corte Costituzionale ha rifiutato di prendere in esame i ricorsi proposti dal Parlamento avverso la sentenza della Corte di Cassazione sul doloroso “Caso Eluana” costituisce una importante e grave occasione perduta per la democrazia italiana e per la Corte Costituzionale stessa».

«La Corte – smentendo proprie procedenti pronunce – non ha osato esercitare, nei confronti di un atto giudiziario, i poteri che le sono attribuiti dalla Costituzione e quindi ha avallato una deriva pan-giustizialista che sottrae spazi ed autonomia ai poteri legislativo ed amministrativo, ed in ultima analisi al Popolo sovrano».

«Viene così spezzato – continua Mantovano – il sistema costituzionale secondo cui le scelte di fondo (in primis quella relativa alla vita) spettano al Popolo attraverso l’elezione del Parlamento. La giurisdizione, applicando – in piena autonomia – le leggi votate dal Parlamento, dovrebbe dar corpo e sostanza a scelte compiute dal Popolo, e non “in proprio” dalla corporazione giudiziaria».

«Le scelte della Costituzione – conclude il sottosegretario – vengono ora capovolte: è la giurisdizione a decidere, senza alcun mandato né controllo democratico, sui temi della vita e della morte. Duole constatare che nella visione avallata dalla Corte Costituzionale l’esito delle elezioni politiche incide, sui temi fondamentali del vivere civile, meno dell’esito del concorso di accesso alla magistratura».

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