BIOETICA: il card. Ruini definisce «tragicamente sbagliata» la sentenza su Eluana

Sentenza «profondamente e tragicamente sbagliata» quella della Cassazione su Eluana Englaro, dice il cardinale Ruini. Il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, spera che «all’ultimo momento ci sia un ripensamento».

In molte chiese d’Italia domenica 16 novembre scorso si è pregato – si legge sul “Corriere della Sera” del 17 novembre – per la ragazza in coma da 16 anni, per la quale è stata autorizzata, come chiesto dalla famiglia, l’interruzione dell’alimentazione con sondino.

Il cardinale Camillo Ruini, alla trasmissione di Rai Uno “A sua immagine”, ha sottolineato «il rischio che decisioni come questa spingano a considerare l’uomo non come un vero soggetto, ma come un oggetto» ed ha espresso «grande tristezza e un certo smarrimento» di fronte alla decisione dei giudici. «Non pensavo – ha proseguito il porporato – che a distanza di pochi anni si potesse ripetere in Italia quello che è accaduto negli Stati Uniti con Terry Schiavo». «La Chiesa – ha detto in conclusione – non rinuncerà mai al suo impegno culturale e pubblico affinché l’uomo capisca di essere soggetto e non soltanto oggetto».

«Eluana è in stato vegetativo ma non è un vegetale, è una persona dormiente che conserva tutta la sua dignità» gli ha fatto eco il card. Ennio Antonelli a un convegno del Movimento per la Vita, che a sua volta ha rivolto un appello al governo perché elabori un decreto che impedisca l’«interruzione» dell’alimentazione dei malati in stato vegetativo.

Nell’ambito del dibattito politico c’è stato l’intervento del presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che invitava i cattolici a «cercare un’intesa con i laici» per rendere possibile una legge «ampiamente condivisa» sul testamento biologico, e quello di Umberto Bossi, secondo cui si può iniziare a pensare a una legge «visto che non possiamo lasciare decidere alla magistratura chi deve vivere o morire».

E intanto, per Eluana, si prospetta la «soluzione finale».

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