BIOETICA: ascoltare la Chiesa sul testamento biologico non minaccia la laicità

Ascoltare la parola dei vescovi sui temi bioetici, quindi anche su questioni come il testamento biologico, «non è una minaccia per la laicità», scrive il teologo don Marco Doldi in un intervento per il Sir, l’agenzia stampa della Cei (1 settembre 2009).


La laicità, spiega don Doldi, «infatti non è indifferenza nei confronti dei valori morali. Laicità significa, in primo luogo, l’atteggiamento di chi rispetta le verità che scaturiscono dalla ragione aperta al bene integrale dell’uomo, anche se tale verità è insegnata dalla religione». «La verità è una. – aggiunge – I fedeli laici, in virtù del loro Battesimo e coerenti con il Vangelo, contribuiscono al progresso, quando offrono al dibattito pubblico le proprie convinzioni, che nascono dalla fede e dalla ragione». «Chiedere loro di rinunciare a queste – prosegue il teologo – sarebbe intolleranza.

Naturalmente, nel confronto con altri, essi rivedranno la fondatezza delle proprie posizioni, perché nessuno possiede la verità, ma tutti devono cercarla con fatica e impegno». «Il procedimento di ricerca dell’autentico bene – prosegue il Sir – vive una fase delicata e importante nella creazione delle leggi, come appunto quella sul testamento biologico. Infatti, lungi dal creare i valori, i legislatori sono chiamati a mediare il bene morale qui e ora. A partire dal significato e dal valore della persona, essi devono stabilire come salvaguardarla al meglio nelle odierne circostanze». «In questo ambito è loro compito ricordare quali trattamenti siano obbligatori, come l’alimentazione e l’idratazione, e quali siano invece fuori luogo, perché sarebbero inutile accanimento». «I temi della bioetica sono tra i più delicati – conclude don Doldi – a motivo delle sfide inedite che presentano.

Converrebbe rinunciare a sterili contrapposizioni, tese, talvolta, a screditare l’apporto dei cattolici, e individuare insieme la via maestra. La Chiesa, non avendolo, non esercita alcun potere politico, ma pastori e fedeli insieme e con competenze diverse, si adoperano per giungere a soluzioni ricche di intelligenza e di amore, definite da Benedetto XVI di vera sapienza».

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