Biancofiore rimossa dall’incarico per presunte frasi omofobe

BiancofioreLa comunità gay festeggia. Michela Biancofiore verrà “spostata” da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità, al Ministero della Pubblica Amministrazione. Questo in seguito ad una frase, sentita come terribilmente razzista, detta durante un’intervista a Repubblica.
La Biancofiore, cattolica, si era espressa dicendo che le associazioni gay difendono solo interessi di parte e che dovrebbero invece condannare i tanti delitti contro le donne degli ultimi tempi. Ma guai a toccare l’ipersensibile comunità gay, che non tollera alcuna affermazione ne suoi confronti. A meno che non siano appassionate difese.
Ecco la frase incriminata: “
Mi piacerebbe che le associazioni gay invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanto femminicidi delle ultime ore. Difendono solo i loro interessi di parte”.

La riflessione di Andrea Cuomo sul Giornale: “Omosessuali più potenti dei cattolici, che si sono opposti invano alla Bonino ministro”.
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4 maggio 2013
Governo, dopo frasi anti-gay Letta toglie le pari opportunità a Biancofiore

Cambiate in corsa le deleghe al neosottosegretario alla presidenza del Consiglio: si occuperà di Pubblica amministrazione e semplificazione. La decisione dopo le polemiche sulle frasi omofobe dell’esponente Pdl e le repliche piccate alle associazioni per i diritti degli omosessuali.

Dopo le polemiche, Enrico Letta ha deciso. Con un comunicato, il premier ha reso noto che al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Michaela Biancofiore non verranno assegnate deleghe sulle pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, bensì compiti nell’ambito della Pubblica amministrazione e la semplificazione. E’ la prima grana del governo delle larghe intese, maturata dopo lo scontro a distanza tra le associazioni gay e il neosottosegretario Pdlvicinissima a Silvio Berlusconi –  in merito ad alcune frasi della 42enne, considerate omofobe.

E la decisione del cambio di deleghe, si apprende da fonti governative, è arrivata in seguito all’intervista a La Repubblica, dove Biancofiore affermava: “Mi piacerebbe che le associazione gay invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanto femminicidi delle ultime ore. Difendono solo i loro interessi di parte“. Un’affermazione che va contro l’invito “alla sobrietà” fatto dal presidente del Consiglio ai componenti della squadra di governo. “Tecnicamente”, si premette, non si tratta di “revoca” delle deleghe, perché in realtà non erano ancora state assegnate ufficialmente, ma in origine Biancofiore era destinata a coprire quelle per le “Pari opportunità, sport e politiche giovanili” e non alla Pubblica Amministrazione. Dal Pdl fanno sapere, però, che il provvedimento è un atto del presidente del consiglio Enrico Letta che non ha e non avrà alcuna ripercussione sul governo.

La nomina di Biancofiore come sottosegretario alle Pari Opportunità era finita nel mirino delle associazioni di gay e lesbiche per alcune sue frasi. Come “chi va a trans ha dei problemi seri” o accenni alla “natura diversa“, di non facile gestione, per quanto riguarda gay e lesbiche.

Accuse dalle quali si era difesa in varie interviste. Il neo sottosegretario ha parlato di discriminazione nei propri riguardi. “Nei miei confronti – dice – è stata messa in atto una discriminazione preventiva ingiustificata e fondata su presunte dichiarazioni malamente estrapolate”.

“Odio le discriminazioni verso gli animali, figuriamoci verso le persone. Potrei anche prendere qualche collaboratore gay. E sono pronta a incontrare le associazioni”, prosegue Biancofiore. Al prossimo Gay Pride “se mi invitano ci andrò, ma non mi metterò a ballare seminuda sui carri”. “Alle nozze gay sono contraria, da cattolica, ma se il governo decidesse di vararle mi atterrei al mio governo”, aggiunge, mentre sulle unioni civili “non ho preclusioni”.

E arrivano anche le reazioni dei gay center. ”Bene Letta a togliere le Pari Opportunità a Michaela Biancofiore, quel posto va dato a chi conosce in toto la tematica delle Pari Opportunità, senza pregiudizi e soprattutto senza esclusione di nessuna categoria sociale”, tuona Enrico Oliari, presidente dell’associazione GayLib. E ancora: “Biancofiore sbaglia a vedermi come un oppositore politico – ha continuato Oliari – dal momento che ho avuto in tasca la tessera del Pdl fino a ieri. Per me, tuttavia, libertà non significa solo quella del capo, bensì quella di tutti i cittadini, a prescindere dal loro orientamento affettivo. E visto che giusto ieri si è definita ‘teutonica‘, perché, invece di porsi contro le unioni gay, non va a vedere cosa succede in Germania, dove la Lebenspartnerschaft è una realtà consolidata da anni?

Fonte: Il Fatto Quotidiano
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5 maggio 2013
Vince la lobby dei gay: Letta sposta la Biancofiore

Omosessuali più potenti dei cattolici, che si sono opposti invano alla Bonino ministro

La lobby dei gay è più forte di quella dei cattolici, che pure sono in Italia certamente più numerosi e più radicati.

L’equazione è però dimostrata da ciò: che i gruppi di pressione cattolici pur storcendo la bocca non sono riusciti a evitare che Emma Bonino, con trascorsi di impegno per l’antiproibizionismo, per il suicidio assistito, per l’aborto, andasse a occupare uno dei ministeri più prestigiosi, quello degli Esteri; mentre le potentissime associazioni per i diritti degli omosessuali hanno proprio ieri ottenuto ciò che volevano, vale a dire la rimozione di Michaela Biancofiore da sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle Pari opportunità. Una bocciatura mascherata, come spesso accade, da promozione: l’esponente altoatesina del Pdl infatti è stata assegnata una delega nell’ambito della pubblica amministrazione.

Il pretesto per sbianchettare il nome della Biancofiore alle Pari opportunità sono state le frasi riportate ieri da diversi quotidiani in cui l’esponente del Pdl si difendeva dalle accuse di omofobia. «Le associazioni gay sono una casta che si autodiscrimina e che fa una discriminazione preventiva contro di me», le sue parole. E poi: «Gay discriminati? Se è per questo sono più discriminate le donne. Perché invece di fare queste sterili polemiche le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne?». E ancora: «Impareranno a conoscermi e capiranno che sono assai diversa da come mi dipingono. E comunque sappiano tutti che non mi lascerò intimidire. Spiace davvero che questi attacchi siano arrivati dai campioni della tolleranza».

Biancofiore però non avrà modo di dimostrare agli omosessuali di non avercela con loro, di essere «sempre stata dalla parte dell’amore senza se e senza ma, io vivo e lascio vivere». Quelli che avevano sparato ad alzo zero contro la sua nomina hanno la sua testa impagliata sopra il camino. Esulta Nichi Vendola, presidente di Sel: «Almeno la decenza è salva. La Biancofiore come in passato anche oggi ha dato prova sulla stampa dei suoi pregiudizi e del suo disprezzo sul tema dei diritti delle persone». Esulta Franco Grillini, presidente di Gaynet: «Nel ministero dove si combattono le discriminazioni ci vuole qualcuno che almeno non abbia mai parlato male dei soggetti colpiti dalle discriminazioni stesse». Esulta Anna Paola Concia, ex deputata del Pd: «Non posso che accogliere con un sospiro di sollievo la decisione del presidente del consiglio. Si è riparato ad un danno e, come la rete ha evidenziato immediatamente, si era collocata la persona sbagliata nel posto sbagliato». La Concia evidenzia il ruolo del tam tam informatico che ha spinto Letta a rimuovere a tempo di record la Biancofiore. Parole più pesanti dei fatti.

Nel centrodestra c’è rabbia e fastidio. «Ho letto le interviste della Biancofiore e sinceramente non ho trovato che abbia detto frasi sconcertanti, se poi ci si riferisce a frasi pronunciate in passato allora tutto può essere usato come pretesto», dice Maurizio Gasparri a Sky. «Biancofiore è notoriamente persona molto sensibile, sempre pronta a battersi contro ogni forma di ingiustizia e discriminazione per cui trovo davvero assurde e strumentali le polemiche che la vedono coinvolta», dice sbigottita Gabriella Giammanco, deputata del Pdl. E c’è chi ravvede nella decisione di Letta un germe di debolezza: «Se a ogni elemento di contestazione il premier Letta entra in crisi e cambia gli organigrammi dà l’immagine di un governo debolissimo che non reggerà a lungo», dice l’esponente del Pdl Pietro Laffranco.

Andrea Cuomo

Fonte: Il Giornale

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