BENEDETTO XVI: per Tremonti la Caritas in Veritate è una guida per la politica

L’Enciclica Caritas in veritate è una guida per la politica, ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nell’incontro di mercoledì 22 luglio con mons. Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, promosso dai Padri Concezionisti, presso l’auditorium San Pio X. «È cambiato il mondo di colpo negli ultimi 20 anni, è cambiato tanto.


La struttura e la velocità del mondo sono cambiate – ha detto Tremonti –: non puoi entrare in un mondo nuovo con le vecchie categorie.

L’Enciclica è il primo grande documento di analisi per la riflessione sul nuovo mondo, una guida per la politica. Non basta l’illusione dell’autosufficienza, è necessario l’impegno nella coscienza per il bene comune nella società umana». Il ministro ha individuato, nel percorso della Chiesa, tre date: «Il 1891 con la Rerum Novarum di Leone XIII, il 1967 con la Populorum Progressio di Paolo VI e il 2009 con la Caritas in Veritate di Benedetto XVI.

La prima e la terza – ha rilevato Tremonti – sono le più importanti: nel 1891 non si era solo vicini alla fine del secolo, ma ci si affacciava a un nuovo mondo, con l’avvento delle masse, l’uomo nuovo e il progresso». È importante la terza che arriva a conclusione di un ventennio iniziato con «la caduta del Muro nel 1998, seguita, nel 1994, dal mercatismo, dall’ingresso dell’Asia nel Wto nel 2001 e poi, nel 2007, dalla la crisi che conosciamo adesso. Sono 20 anni che postulano un coerente cambiamento dei paradigmi. Se il mondo è globale, il pensiero non può restare uguale. Il pensiero non può essere solo mercantile, deve essere pensiero civile».

All’interno dell’Enciclica, spiega il ministro, «l’economia è molto rilevante e il messaggio sull’economia è molto forte e importante». Ne emerge che i valori «non sono solo materiali ma anche spirituali.

L’interesse non è solo quello del tasso di sconto ma anche quello generale della comunità». «Quanti ripetono come un ritornello che la Chiesa dice sempre no, si leggano le pagine di questa Enciclica, fatta di progettualità coraggiosa e dal profondo valore propositivo», ha poi detto mons. Fisichella. Dinanzi ad una platea numerosa, dove si contavano molti volti della politica, Fisichella ha sottolineato che se il problema centrale è quello di «coniugare etica della vita ed etica sociale», non è possibile dimenticare la «inviolabile dignità della persona umana» di fronte a problemi come l’immigrazione, la disoccupazione e gli investimenti internazionali. Infatti «è impossibile trattare l’immigrato come merce, è impossibile procrastinare politiche che vadano oltre la precarietà, che garantiscano la sicurezza sul lavoro e il giusto salario». E ancora non si può tralasciare di determinare la natura degli investimenti internazionali.

Dunque dalle pagine dell’Enciclica emerge la necessità di mettere in atto la dottrina sociale della Chiesa in questo particolare momento economico nel segno della «solidarietà e sussidiarietà», che vanno coniugate, per non cadere nell’assistenzialismo o nel particolarismo sociale.

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