BENEDETTO XVI: nessuna pressione può far tacere la Chiesa

La deportazione di Pio VII da parte di Napoleone Bonaparte è stata rievocata il 18 maggio a Savona da Benedetto XVI come esempio di pressioni per far tacere la Chiesa.





La deportazione di Pio VII da parte di Napoleone Bonaparte è stata rievocata il 18 maggio a Savona da Benedetto XVI come esempio di pressioni per far tacere la Chiesa.

Nella città ligure, prima tappa della visita pastorale che si è conclusa il 19 maggio a Genova, Benedetto XVI ha visitato gli appartamenti dove il suo antico predecessore trascorse quasi tre anni di prigionia ed ha toccato con le mani le grate da cui le guardie spiavano il Capo della Chiesa Cattolica per impedirgli di avere contatti con il mondo esterno.

Nell’omelia della messa celebrata in piazza del Popolo per oltre 30 mila fedeli ha lodato l’esempio di «serena fermezza» dato da quel Pontefice che riuscì comunque a far pervenire messaggi, nascosti, impedendo in questo modo che Napoleone potesse procedere a nominare lui stesso i vescovi.

Una vicenda che, ha spiegato il Papa di oggi, ci insegna «il coraggio nell’affrontare le sfide del mondo: materialismo, relativismo, laicismo, senza mai cedere a compromessi, disposti a pagare di persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua Chiesa».

Dobbiamo, ha aggiunto, «conservare inalterata nelle prove la fiducia in Dio, consapevoli che Egli, se pur permette per la sua Chiesa momenti difficili, non la abbandona mai».

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