BENEDETTO XVI: in duecentomila in Piazza San Pietro per esprimere solidarietà al Papa

Oltre duecentomila persone, da Castel Sant’Angelo al colonnato, sotto un cielo illuminato da un sole primaverile: giovani e anziani, religiose e religiosi, famiglie con bambini di varie età, turisti, politici di tutti gli schieramenti.





Oltre duecentomila persone, da Castel Sant’Angelo al colonnato, sotto un cielo illuminato da un sole primaverile: giovani e anziani, religiose e religiosi, famiglie con bambini di varie età, turisti, politici di tutti gli schieramenti. L’Italia “abbraccia” Benedetto XVI, accolto da tre minuti di applausi ininterrotti, che prega e invita al dialogo.

In piazza San Pietro, secondo quanto richiesto dal Vaticano, non ci sono bandiere di partito, ma soltanto «persone che vogliono dimostrare il loro affetto a Benedetto XVI», come sottolinea un gruppo di fedeli venuti dal Brasile. Gli esponenti politici sono in piazza per dimostrare al Papa la solidarietà del mondo democratico: Veltroni ha mandato i suoi vice, Franceschini e la Garavaglia prosindaco; Berlusconi lo stato maggiore di Forza Italia da Biondi a Cicchitto, da Letta a Tajani a Pisanu. Ci sono i teodem, Carra, Binetti, Bobba, Baio, e gli ex popolari Fioroni e Lusetti. C’è tutta AN, tranne Gianfranco Fini, ci sono i leghisti e l’UDC al completo: Casini, Cesa, D’Onofrio, Buttiglione. C’è Clemente Mastella, ci sono i due anziani senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, ci sono anche artisti come Pupi Avati e Andrea Bocelli.

Ovviamente non mancano gli accenni ai fatti della scorsa settimana: Il sonno della ragione genera mostri, Liberi di ascoltarti, La Sapienza è di Dio!, Basta con l’intolleranza anticattolica!, La Sapienza è nel Signore, Chiesa pura e senza paura!, You’ll never walk alone!, No ai cattivi maestri, Siamo qui perché laici, Cristo è la vera Sapienza… recitano gli striscioni che sventolano in piazza, ma essenzialmente, come ricorda mons. Rino Fisichella, Rettore della Pontificia università Lateranense. «Il segno che vogliamo dare è che quando il Papa parla, in qualsiasi luogo, merita di essere ascoltato».

Significativo lo striscione della Comunità cristiana pachistana: «Essere contro il Papa è uguale a essere contro l’umanità. Vergognatevi…». Tra i numerosi striscioni presenti, quello della rivista “Radici Cristiane”, rappresentata da un folto gruppo di amici.

Dopo il discorso sulla settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e la preghiera mariana  dell’Angelus, il Pontefice, «da professore» si rivolge a tutti, ma in particolare agli studenti, invitandoli ad «essere rispettosi delle opinioni altrui e cercare verità e bene».

«All’ambiente universitario, che per lunghi anni è stato il mio mondo – ha proseguito – mi legano l’amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni». A dispetto dell’affronto subito e ad ulteriore dimostrazione dell’universalità del Magistero, superiore a qualsiasi bagarre settaria, il Papa parla “per qualcosa” e non “contro qualcuno”
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«Non è intenzione della Chiesa dare alcuna prova di forza» sottolinea il Presidente della CEI card. Bagnasco. «Non credo proprio che si possa trasformare piazza San Pietro in qualcosa di diverso da quello che è: un colonnato stupendo che abbraccia tutti e lascia aperto lo sguardo verso l’alto». Per la Chiesa l’episodio della Sapienza «è chiuso», tiene a precisare il Presidente dei vescovi italiani, e i «i rapporti tra la Chiesa e la società in Italia restano comunque positivi e profondi».

«La Chiesa continua ad avere fiducia nella ragionevolezza e confida nella forza del dialogo, che richiede come presupposti indispensabili la stima reciproca, il riconoscimento del bene e della verità, il desiderio di comprendersi, in vista del bene autentico dell’uomo e di quello della società».
Al termine dell’Angelus in molti gridano: Libertà! Libertà!

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