AUSTRIA: Elisabeth Sabaditsch-Wolff condannata per blasfemia

 15 febbraio Elisabeth Sabaditsch-Wolff, una giovane madre viennese, in virtù dell’articolo 283 del codice penale austriaco, è stata dichiarata colpevole di aver denigrato gli insegnamenti religiosi con i suoi commenti negativi sull’Islam in una conferenza che ha tenuto durante l’assemblea di un partito politico a Vienna.

La donna è stata condannata al pagamento di una multa di 480 euro. Figlia di un diplomatico, Sabaditsch-Wolff ha vissuto e lavorato per diversi anni in vari Paesi musulmani del Medio Oriente. Durante la sua conferenza ha criticato il trattamento delle donne e la pratica della jihad in Iran, in Libia e in altri Paesi in cui ha vissuto. Il tribunale ha giudicato che la libertà di espressione la proteggesse dalle accuse di discorso di odio. Sembra tuttavia che il tribunale abbia stabilito che l’affermazione secondo la quale Maometto era un «pedofilo» sia diffamatoria poiché la sua sposa bambina (Aisha aveva sei anni quando si è sposata e nove quando il matrimonio è stato consumato) era sempre sua moglie quando ha compiuto 18 anni. I procuratori hanno incolpato Sabaditsch-Wolff dopo che quest’ultima è stata denunciata da un importante settimanale austriaco che aveva registrato di nascosto la sua conferenza e in seguito pubblicato un articolo su tale questione. La donna ha intenzione di ricorrere in appello.

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