Arte sacra: è scontro tra parrocchie e Generalitat di Catalogna

MascarellA volte tornano. E a volte no. Come nel caso della Generalitat ovvero del governo di Catalogna. Che alle opere d’arte sacra ci tiene. Alquanto. Al punto da considerarle proprie. Pur non essendolo.

Il contenzioso con i legittimi proprietari sta andando avanti ormai da molto, troppo tempo. E’ stato ora sollecitato anche, tramite la Nunziatura, un intervento del Vaticano, ritenuto «necessario ed urgente», per rimettere le cose a posto. Visto che nemmeno la Giustizia ordinaria è bastata: le sentenze ci sono, ma, da dieci anni a questa parte, non vengono rispettate. In esse si ordina la restituzione dei beni in oggetto alle relative parrocchie aragonesi – un centinaio in tutto, della Diocesi di Barbastro-Monzón -, cui spettano di diritto.

L’avvocato Jorge Español, che tutela gli interessi di due dei Comuni colpiti, Peralta de Alcofea e Barbegal, considera «inammissibile» e «scandalosa» la condotta adottata dalla Generalitat, un «atto di ribellione» vero e proprio: essa insiste nel ritenere tali opere – 112 in tutto – parte del «patrimonio culturale di Catalogna», in quanto così catalogate nel 1999. Ma la Corte Suprema ha già dichiarato priva di qualsiasi valore giuridico tale catalogazione, in quanto il governo non può includere come parte del proprio patrimonio pezzi, di cui la Catalogna non sia, in realtà, legittima proprietaria. Un verdetto estremamente chiaro, tuttavia disatteso già all’indomani, quando, con un proprio comunicato, il ministero della Cultura catalano si è dichiarato non disponibile a rendere il maltolto (è il caso di dirlo). Nonostante la stessa giurisdizione ecclesiastica nel 2005 ne avesse già disposta la restituzione. Ciò ha costretto l’avv. Español ha sporger denuncia contro il ministro, Ferrán Mascarell (nella foto), accusandolo di appropriazione indebita, nonché di aver disobbedito all’autorità giudiziaria.

Attualmente le opere “contese” si trovano presso il museo di Lérida, diretto dal governo della Comunità Autonoma assieme ad altre istituzioni civili catalane. Lo Stato spagnolo è stato richiesto d’intervenire con la forza pubblica per porle sotto sequestro e restituirle alle parrocchie cui appartengono.

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