Arcivescovo Mamberti: cresce l’intolleranza verso i cristiani anche nelle società democratiche

MambertiIn un ricco intervento a Kiev, il Segretario Vaticano per i Rapporti con gli Stati ha sottolineato la crescente intolleranza verso i cristiani, anche nella regione dell’Osce. Anche in quegli Stati europei dove esiste la democrazia aumentano gli episodi motivati dal pregiudizio religioso.
È inquietante osservare,” continua l’Arcivescovo Mamberti, “che diciassette secoli dopo l’editto di Milano, che concedeva agli abitanti dell’Impero Romano la libertà religiosa, nella regione dell’Osce sono sempre più numerosi gli episodi contro i cristiani motivati da pregiudizio”.
Certo, per il momento e per fortuna non ci sono persecuzioni violente come nei paesi esterni all’area europea, ma si tratta di una escalation che documentiamo giorno per giorno.
Il pregiudizio si manifesta in modi sempre diversi: dalla rimozione di simboli religiosi nei luoghi pubblici, all’impossibilità di portarli addosso se si ricoprono ruoli professionali “visibili” a molte persone. Dalla continua aggressione ai valori fondamentali della cristianità, fino alla sostituzione del concetto di famiglia, delle ricorrenze o delle consuetudini storiche. È chiaro il progetto di scollegare il più possibile la quotidianità “civica” dalla religione, cacciandola nell’ambito del privato, come se la fede fosse un qualcosa di imbarazzante e sudicio da non mostrare.
Il più delle volte il pregiudizio si concretizza in un semplice, ma sempre più evidente fastidio verso qualsiasi cosa in odore di cristianesimo.

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6 dicembre 2013
Archivescovo Mamberti alla OSCE: Intolleranza contro i cristiani anche in società democratiche
Città del Vaticano, 6 dicembre 2013 (VIS). L’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto alla XX riunione del Consiglio dei Ministri dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), attualmente presieduto dall’Ucraina, che si conclude oggi a Kiev (Ucraina).

L’Arcivescovo ha fatto riferimento ai diversi ambiti di azione della OSCE nell’anno trascorso, ed ha espresso l’apprezzamento della Santa Sede relativamente alla dimensione politico-militare per “la realizzazione soddisfacente del Documento OSCE sulla non proliferazione degli armamenti”. Tuttavia, pur notando questi aspetti positivi, la Santa Sede esprime “preoccupazione per la mancanza di progressi nell’aggiornare il Documento di Vienna che è essenziale per assicurare una maggiore trasparenza per quanto riguarda le attività e gli equipaggiamenti militari degli Stati partecipanti, prerequisito per la stabilità e la sicurezza nella regione”.

Per quanto attiene alla dimensione economica e ambientale il Presule ha sollecitato “una maggiore volontà politica e un impegno più forte, paragonabili a quelli evidenziati nelle altre dimensioni”, riaffermando l’interesse della Santa Sede per la salvaguardia della creazione e l’apprezzamento per l’enfasi posta dalla presidenza ucraina sulle attività collegate al risparmio energetico e alle fonti energetiche rinnovabili”.

L’Arcivescovo Mamberti si è anche soffermato sul tema delle migrazioni ed ha affermato: “Secondo la Santa Sede i diritti dei migranti devono essere una considerazione primaria. Anche in tempi di crisi finanziaria, i migranti non devono essere considerati meramente in termini del loro ruolo economico come forza lavoro temporanea o come residenti permanenti. La loro dignità di persone umane deve avere la precedenza su ogni altra considerazione”. In merito l’Arcivescovo Mamberti ha denunciato “il persistere del problema del traffico di esseri umani, un odioso crimine da combattere con tutti i mezzi legali disponibili”.

Nell’ambito della dimensione “umana” e della libertà di pensiero, di coscienza e di religione o di credo, il Presule ha affermato che: “È inquietante osservare” che, diciassette secoli dopo l’editto di Milano che concedeva agli abitanti dell’Impero Romano la libertà religiosa, “nella regione dell’Osce sono sempre più numerosi gli episodi contro i cristiani motivati da pregiudizio. Quando parliamo di negazione della libertà religiosa e di intolleranza, in particolare contro i cristiani, pensiamo subito a certi Paesi al di fuori della regione dell’Osce (…). Non dovremmo dimenticare che ci sono episodi di intolleranza e di emarginazione della religione e dei credenti anche in società tradizionalmente democratiche, dove per fortuna non ci sono persecuzioni violente”.

Fonte: News.va

 

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