Approvata risoluzione, l’Europa dice “basta cristianofobia”!

EuropaBasta cristianofobia! Questa volta, a dirlo a chiare lettere, è l’Apce-Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, che, a stragrande maggioranza – 67 voti favorevoli e 2 contrari –, ha approvato lo scorso 29 gennaio una risoluzione, la n. 13660, per «combattere l’intolleranza e la discriminazione in Europa, in particolar modo quelle contro i cristiani». Una risoluzione, definita «equilibrata» dal socialista Gunnarsson o addirittura un «lavoro magnifico» dall’onorevole Quintanilla del Ppe. Ma fortemente – e scandalosamente – contraria si è dichiarata la Francia (e soltanto essa): Kox della Sinistra unitaria si è detto «non convinto» dal testo, mentre a sbandierare ideologicamente il drappo della «laicità francese» ha provveduto Yves Pozzo di Borgo, senza peraltro raccoglier consensi, al punto da dover ritirare l’unico emendamento laicista scritto da 5 deputati d’Oltralpe, che non han trovato alcuno pronto a sostenerlo. Anzi: un terzo dei deputati ha addirittura proposto un altro emendamento, questa volta ostile alla Corte europea dei diritti dell’uomo troppo demagogica, specie in merito al diritto dei genitori di educare i propri figli in modo conforme alle proprie convinzioni.

Il testo è stato messo a punto dal moldavo Valeriu Ghiletechi (nella foto), del Ppe. Che ha voluto ribadire come anche per le confessioni religiose la legge debba essere eguale per tutti, quindi cristiani compresi. Cristiani, viceversa vittime di due ingiustizie: 1) le aggressioni, con atti di vandalismo e profanazione contro chiese e cimiteri, ma anche con sacerdoti aggrediti e fedeli derisi, non essendo peraltro adeguatamente protetti; 2) le discriminazioni ideologiche con restrizioni arbitrarie della libertà di coscienza e d’espressione – ad esempio, Vescovi a giudizio per omelie contrarie alle “nozze” gay (Belgio, Irlanda e Spagna), infermieri obbligati a praticare l’aborto contro la propria coscienza (Norvegia), conferenze e seminari proibiti (Austria e Regno Unito), ufficiali di stato civile costretti a sposare coppie dello stesso sesso (Regno Unito e Paesi Bassi) o ancora genitori tedeschi condannati a sanzioni e pene detentive per aver ritirato i propri figli dai corsi di educazione sessuale.

Gli emendamenti adottati han riguardato il diritto per le comunità religiose di essere riconosciute legalmente e di poter pubblicare opere spirituali. Ad esserne particolarmente colpita è la Turchia, che ad oggi ancora non riconosce formalmente ed istituzionalmente l’esistenza della Chiesa Cattolica.

I grandi media occidentali ovviamente alla questione non han dato alcun risalto. Tuttavia, con questa risoluzione si è finalmente lanciato un avvertimento importante e coraggioso, affinché governi e Corte europea non abbiano più ad esercitare gli abusi per i quali si sono vieppiù distinti, anche nell’ultimo periodo.

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