Ancora attentati, al via forza armata multinazionale contro Boko Haram

CamerunBoko Haram, ora basta. Tre attentati in due giorni sono davvero troppi. E tutti avvenuti nel Nord della Nigeria, a Kano. La gente non ne può più. E adesso anche i governi si ribellano.

Secondo una fonte ufficiale, quattro Stati rivieraschi del lago Tchad – per la precisione, il Niger, la Nigeria, il Ciad ed il Camerun – hanno allestito una specifica forza armata multinazionale per lottare contro il nemico comune: il gruppo islamico armato nigeriano, denominato Boko Haram, ha già causato troppi lutti, troppe sofferenze, troppi schiaffi alle istituzioni. Oltre 10 mila morti in cinque anni.

Così 700 soldati sono stati messi a disposizione per porre la parola fine a questa strage. Anche il Benin potrebbe essere presto della partita, avendo adottato con tutti gli altri a Parigi un «piano di guerra», che prevede il presidio militare del territorio ed una capacità d’intervento immediato in caso di pericolo. L’Occidente ha garantito il proprio sostegno. «Ora siamo in grado di mostrare la nostra potenza», ha dichiarato alla televisione nigeriana Mebe N’go’o Edgard Alain, incaricato della Difesa alla Presidenza del Camerun, dopo un incontro svoltosi a Niamey col leader del Niger, Mahamadou Issofu, nonché con i capi delle forze armate e della coalizione Cblt-Commissione del Bacino del Lago Tchad.

Il Centrafrica si è invece defilato da un impegno militare diretto, benché recentemente precipitato nel caos e nelle violenze interetniche: non fornirà truppe, almeno per ora. Il ministro nigeriano della Difesa, Karidjo Mahamadu, ha evidenziato l’«emergenza sicurezza senza precedenti» verificatasi nella zona, una «minaccia fattasi sempre più grande. Se la tendenza dovesse continuare – ha proseguito – tutta la regione potrebbe essere destabilizzata sia sul piano sociale che su quelli politico ed economico».

L’escalation è resa drammaticamente evidente dalla cronaca: questo lunedì una donna-kamikaze è stata bloccata dalla Polizia alle porte di un centro commerciale. Si è fatta saltare in aria, ferendo sei persone, tra cui due agenti. Ma poteva andare peggio. Altri 3 morti e 7 feriti ad opera di un secondo kamikaze si sono registrati presso una stazione di servizio della periferia.

La Chiesa Cattolica è sempre nel mirino di Boko Haram: una bomba è stata gettata nel Nord della Nigeria, presso il tempio dedicato a San Carlo, a Kano, nel quartiere cristiano di Sabon Gari, già vittima di altri attacchi. Cinque i morti e otto i feriti, poco dopo la fine della S.Messa domenicale, come dichiarato dal portavoce della Polizia nigeriana, Frank Mba. La firma dell’attentato è sempre la stessa, secondo quanto confermato anche dalle forze dell’ordine.

E poi, nella stessa città, un’altra donna-kamikaze è stata isolata in extremis e bloccata dagli agenti prima che potesse portare a termine il suo intento killer. Il bilancio è stato di cinque feriti.

Doppio attacco anche in Camerun, domenica all’alba, verso le cinque del mattino. Ancora i terroristi di Boko Haram nel Nord del Paese sono entrati in azione, in prossimità della frontiera, presso il villaggio di Kolofota. Almeno una quindicina i morti, tra cui due gendarmi ed un soldato del battaglione di pronto intervento, secondo una fonte locale coperta dall’anonimato. Molti sarebbero finiti bruciati vivi. Una dozzina sono state invece le persone sequestrate dagli aggressori. Tra queste, anche la moglie del Vicepremier, Alì Amadou, incaricato delle Relazioni col Parlamento: la donna è stata strappata con la forza dalla propria abitazione. Rapiti anche dal loro Palazzo il Sultano locale, Seiny Boukar Lamine, sua moglie ed i loro cinque figli. Secondo il portavoce del governo e ministro delle Comunicazioni, Issa Tchiroma Bakary, gli aggressori sarebbero stati «oltre 200».

Si tratterebbe di incursioni in territorio camerunense, effettuate con sempre maggior frequenza dai componenti del gruppo islamico Boko Haram, provenienti dalla vicina Nigeria. Ma ora la gente è veramente stanca, stremata dai propri lutti e dal clima di terrore. Al punto da non esser più disposta a subire, stando semplicemente a guardare ed a piangere i propri morti. La popolarità dei terroristi musulmani, qui, col loro fanatismo assassino, è ormai al minimo storico…

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