Ancora alto nei sondaggi il Governo Meloni ma gli Italiani credono soprattutto nella persona della Premier

Ancora alto nei sondaggi il Governo Meloni ma gli Italiani credono soprattutto nella persona della Premier
FONTE IMMAGINE: Giorgiameloni.it (https://www.giorgiameloni.it/)

L’inizio dell’autunno è stato denso di eventi sia nazionali che internazionali, con le conseguenti tensioni e polemiche politiche. Secondo alcuni commentatori, sia la complessità dello scenario internazionale sia il quadro economico, comunque interlocutorio in vista di una fine d’anno con molte scadenze, sia questioni squisitamente interne, anche a cavallo fra politica e scandali come il caso Boccia-Sangiuliano, dovrebbero iniziare a erodere il consenso nei confronti del Governo Meloni. A livello di sondaggi elettorali tale ipotesi trova conferma?

Secondo il monitoraggio periodico condotto su un campione nazionale rappresentativo di 500 intervistati dall’Istituto Piepoli la risposta è NO. Il livello di fiducia personale riconosciuto alla premier Giorgia Meloni, infatti, non solo è ancora piuttosto alto (43%) ma risulta più elevato rispetto a quello di ciascuno dei ministri che compongono l’esecutivo. Anche l’ultimo sondaggio Ipsos illustrato da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera documenta che la premier e il suo Governo crescono nel consenso, con un indice di gradimento che cresce di un punto percentuale e arriva al 45%.

Ritornando alla rilevazione dell’Istituto fondato dal noto sondaggista Nicola Piepoli, i 24 ministri del Governo Meloni si distribuiscono, in termini di indicatore di fiducia, in un range che va da un massimo di 38% per il ministro della Difesa Guido Crosetto a un minimo di 23% per quello del Turismo Daniela Santanché. Il valore complessivo medio della fiducia al Governo è del 42% e, considerando la lunghezza del suo periodo in carica, 739 giorni (dato calcolato ad oggi), un record che lo posiziona al settimo posto nella classifica di “longevità” degli esecutivi nazionali che si sono susseguiti dal 1861 a oggi, si può dire che la squadra e l’attività di Giorgia Meloni ha consolidato una invidiabile fiducia da parte degli italiani. 

Come termine di paragone, escludendo il Governo Draghi che si è configurato come “esecutivo di solidarietà nazionale” con una maggioranza estremamente ampia e un profilo eminentemente tecnico (quindi demoscopicamente ben diverso da un normale governo costituitosi dopo una tornata elettorale nazionale), il dato conseguito dall’attuale Governo può essere comparato con quello presieduto per secondo da Giuseppe Conte, in carica, come noto, dal settembre 2019 al giugno 2021. 

Il 3 giugno 2020, nel pieno del sostegno emotivo dovuto al contrasto della pandemia di Covid-19 (nella sua fase calante, dopo il difficile inverno di quell’anno), il presidente del Consiglio oggi presidente del Movimento 5 Stelle veniva accreditato (da un sondaggio di Euromedia Research per il quotidiano “La Stampa”) di una fiducia appunto al 43%, la stessa attualmente conseguita da Giorgia Meloni, in condizioni ben diverse e, diremmo, “fisiologiche”.

Non sembra dunque che il consenso degli italiani nei confronti del Governo Meloni sia in calo, sebbene il “traino” sia soprattutto in carico alla premier, circostanza che rende l’esecutivo vulnerabile in relazioni ad eventuali (scongiurabili) vicissitudini negative sia sul piano personale sia giudiziario. 

Volendo poi fare una classifica, esaminando i ministri che non sono leader di partito, la cui fiducia viene misurata su entrambe le dimensioni, l’essere leader di partito e l’essere ministri, cosa che rendere meno attendibile il confronto con gli altri ministri, quello con l’indicatore di fiducia più alto dopo Crosetto è il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, con il 36% dell’indice di gradimento. Da segnalare anche la buona fiducia verso i ministri della Giustizia Carlo Nordio (33%) e dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara (32%), nonostante siano impegnati in processi di riforma sui quali si concentra una conflittualità mediatico-politica piuttosto accesa.

In conclusione, buone notizie sul fronte dei sondaggi per l’esecutivo. La mancanza però di un’opposizione coesa incapace per la maggior parte degli elettori di costituire un’alternativa credibile all’esecutivo in carica ne favorisce indubbiamente il permanere degli elevati livelli di fiducia nonostante il “logoramento” di oltre due anni di attività di governo in condizioni economico-finanziarie e geopolitiche avverse. 

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