Anche in Indonesia chiese attaccate durante la Messa

IndonesiaIl grido è risuonato ancora una volta potente, lugubre, tragico: «Allah è grande”. A questo segnale, tre diversi gruppi di malviventi, vestiti di nero e col volto coperto con maschere, hanno attaccato, a bordo di motociclette, la chiesa del Sacro Cuore di Pugeran, nella zona di South Yogyakarta, in Indonesia. Scegliendo, come sempre, un momento ad un tempo simbolico e significativo in termini di presenze all’interno ovvero quello della celebrazione della Santa Messa del mattino.

Gli ignoti criminali se la sono presa con oggetti e cartelli affissi dai membri della comunità cattolica locale. Le ragioni dell’assalto restano al momento ignote, secondo quanto riferito da Padre Priya ‘Pr, sacerdote in forze presso la parrocchia colpita. Il vile attacco è avvenuto lo scorso 30 giugno, lo stesso giorno in cui in Indonesia ha avuto inizio il Ramadan, con due giorni di ritardo rispetto agli altri Paesi musulmani.

Si teme ora il ripetersi di simili violenze, per cui le autorità hanno rafforzato i controlli. Non è, infatti, il primo episodio capitato in zona: il mese scorso un gruppo di estremisti islamici ha attaccato una comunità cattolica durante l’orazione, aggredendone il responsabile. Poi è toccato al pastore protestante Niko, accusato di aver istituito una casa di preghiera fuorilegge, priva dei permessi.

Il sultano e governatore Harmengku Buwono X ha invitato alla calma ed alla convivenza pacifica, quella convivenza pacifica che per decenni si è conservata a Yogyakarta, ma infranta in quest’ultimo periodo con diversi episodi di violenza confessionale, nonostante la Costituzione garantisca piena libertà religiosa a tutti. Nel mirino è soprattutto la comunità cattolica, che qui rappresenta il 3% della popolazione: pare esser sempre più vittima di violenze e abusi. L’islam qui si è fatto sempre più radicale: nella provincia di Aceh vige già la sharia, frutto di un accordo di pace fra il governo centrale ed il sedicente Gam-Movimento per la liberazione di Aceh. Anche in altre aree, come Bekasi e Bogor nel West Java, la presenza musulmana ha alzato sempre più i toni, rivelandosi di fatto sempre più intollerante ed estremistica: si negano i permessi di costruzione, per evitare l’edificazione di nuove chiese o indurre alla chiusura di quelle esistenti. Ed ora questi attacchi. Il clima si fa sempre più pesante…

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