Anche il Front National francese tra i partiti ‘contro natura’

Le PenCiriaco De Mita oggi è Sindaco di Nusco. Fu premier per poco più di un anno e segretario nazionale della Democrazia Cristiana per poco meno di sette. E poi fu tutta una serie di “ex”: ex-presidente della Dc, ex-ministro, ex-Sottosegretario, e via elencando, quasi all’infinito. Dopo l’esperienza scudocrociata, fu nel Ppi, nel Dl, nel Pd, per confluire ora nell’Udc. Di lui, divenne nota una dichiarazione rilasciata nel corso di un’intervista al Corriere della Sera il 23 agosto 1999: «Il grande merito della Dc – disse – è stato quello di avere educato un elettorato, che era naturalmente su posizioni conservatrici, se non reazionarie, a concorrere alla crescita della democrazia. La Dc prendeva i voti a destra e li trasferiva sul piano politico a sinistra». Ecco, più o meno la stessa cosa sta avvenendo in Francia nel Front National con Marine Le Pen.

Un segnale chiaro, in tal senso, della «nuova linea volta a sinistrizzare il Fn per renderlo omogeneo al sistema di potere» giungerebbe, secondo l’agenzia Médias-Presse-Info, dalla vicenda Sébastien Chenu (nella foto, con Marine Le Pen). Sébastien Chenu è un militante Lgbt, nonché il fondatore di GayLib, sigla di riferimento per gli elettori omosessuali di Centrodestra, politicamente ondivaga: prima l’Ump, poi l’Udi ed ora, perché no, ammiccamenti anche alla Fiamma tricolore. Ammiccamenti, che non dispiacciono ai vertici del partito, benché la base, proprio, non ne voglia sentir parlare. Così ecco anche altri media “vicini”, come Le Salone Beige e Valeurs Actuelles, scendere in campo, per scongiurare l’eventualità che il Fn possa uscirne snaturato nei valori e negli ideali. Il che ha provocato la stizzita reazione della líder máxima, Marine Le Pen, la quale ha apostrofato i «cattolici» con termini irripetibili e certo non appresi a Oxford. Peggiorando la situazione, anziché il contrario. «In realtà, ciò che non le va giù, è che tutto questo si sappia! – esclama senza peli sulla lingua Médias-Presse-Info Vuol cambiare la linea del partito senza che lo si dica o, quanto meno, che lo si dica, presentando però il tentativo in un’ottica benpensante, per compiacere la casta mediatica».

Ormai, di schiaffoni, al suo elettorato, lei ne ha tirati molti: il “nuovo” Front National ritiene l’aborto «un diritto», senz’altro non un problema, né tanto meno un omicidio di massa, tant’è vero che nessuno dei suoi deputati s’è unito al proprio collega Jacques Bompard, lasciandolo assolutamente solo nel combattere la legge Veil sulla cosiddetta «interruzione volontaria di gravidanza». Sulle “nozze” gay non solo non ha fatto barricate, ma anzi non ha proprio combattuto, premessa per render sempre più i cosiddetti “Pacs” unioni civili “gay-friendly”; persino la massoneria ed i suoi affiliati vengono guardati e tollerati in modo più “laico” (sinonimo, nell’antilingua, di “laicista”)… Sostiene la liberalizzazione del lavoro domenicale, in nome della libertà individuale, ma infischiandosene dei Comandamenti di Dio e della famiglia. Picchia ancora duro sulle politiche migratorie, certo, ma perché sa come, specie dopo gli ultimi fatti, lì farà incetta di voti…

E’ chiaro come Marine Le Pen, in realtà, stia strizzando l’occhio ai “moderati” del Centro e finanche del Centrosinistra, sperando di rosicchiare qualche consenso da quelle parti. La Destra, in Francia, avrà l’orgoglio, la fierezza e la dignità di difendere la propria storia? O lascerà che il patrimonio politico di decenni venga dilapidato da questa intraprendente signora?

Da qualche tempo, la corruzione delle proprie origini, della propria storia e dei propri valori sta diventando uno sport talmente frequente in Europa, da chiedersi se non lo si possa candidare come disciplina anche alle prossime Olimpiadi… Come al solito, v’è da dire, il made in Italy ha fatto scuola e ciò che la Dc inaugurò molti decenni addietro, viene oggi ripreso paro paro dai Popolari spagnoli di Rajoy, dal Centrodestra portoghese di Passos Coelho ed ora anche dal Front National di Le Pen. Tradire, però, i propri ideali ed i propri elettori per un piatto di lenticchie, sia chiaro, non paga. Li trasforma solo in partiti “contro natura”. Che difatti, proseguendo su questa china, faranno esattamente la medesima fine della Democrazia Cristiana italiana: spariranno. Lasciando “orfano” il proprio elettorato. Che ovunque, in Europa, è chiamato già oggi a costruirsi un’altra casa. Cercarla sarebbe tempo perso inutilmente. Perché, almeno al momento, non c’è (fonte: Corrispondenza Romana).

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