Anche i “cattolici” italiani a favore del rapporto Ue pro aborto

AbortoSi dicono cattolici, poi però votano contro la Dottrina della Chiesa: la contraddizione è esplosa palese in occasione dell’approvazione – purtroppo a larga maggioranza – da parte del Parlamento europeo del cosiddetto Rapporto sull’eguaglianza tra donne e uomini nell’Ue, testo che, al di là delle acrobazie lessicali di cui è infarcito, mira, in realtà, ad esercitare forti, benché indebite pressioni sui governi membri. Per quale motivo? Perché rendano ancora più spinte ed esplicite le legislazioni pro aborto e pro contraccezioni, presentando entrambi come «diritti» paradossalmente in termini di «tutela della salute» e di «lotta contro la violenza in relazione ai diritti sessuali e riproduttivi». Certo, un emendamento ribadisce quel che già si sapeva sin dagli albori dell’Unione e come premessa fondamentale per la medesima ovvero che su questi e su altri temi bioetici la legislazione sia competenza dei singoli Stati e non europea. Ma nei fatti smentisce quel che afferma a parole.

Del resto, non è questa l’unica contraddizione. Non meno grave è il fatto che chi, nel Pd, si professa cattolico (come Costa, peraltro orgogliosa del proprio voto, ed ancora Sassoli, Toia, Gasbarra), finisca per esprimersi a favore di un Rapporto, che è esattamente antitetico all’insegnamento della Chiesa. Lo stesso dicasi per molti deputati di Forza Italia, tra cui la Mussolini e Toti, e del Nuovo Centro Destra. L’on. Massimiliano Salini – tramite il proprio ufficio-stampa – ci tiene a comunicare di aver votato contro. Molto bene, ma questo non sposta l’argomento di una virgola. Noi abbiamo scritto “molti deputati”, non tutti e la grammatica non è un’opinione. Solo la Lega Nord – ad eccezione di Gianluca Buonanno, che comunque non ha votato – si è espressa compatta per il no.

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