Altre croci abbattute in Cina, numerosi i feriti

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CrociNuove chiese, anche quelle con tutti i documenti ed i permessi in regola, sono finite nel mirino della campagna “Tre revisioni e una demolizione”, promossa dal segretario del partito comunista cinese, Xia Baolong, infastidito dalle croci – «troppe», a suo giudizio – notate, guardando la linea dell’orizzonte a Wenzhou, nello Zhejiang. Provvedimento esteso ben presto anche ad altre regioni della Cina, come lo Shandong, l’Anhui e l’Henan: formalmente dovrebbe prendersela pure con le costruzioni private, indifferentemente. Almeno a parole. Ma i fatti e la cronaca rivelano un’altra realtà…

L’iniziativa ha già comportato la demolizione di centinaia di croci nel solo mese di novembre, oltre al ferimento di decine di fedeli, oppostisi al provvedimento e pronti per questo a contrastare l’azione degli operai incaricati, nonché dei membri dell’Ufficio Affari Religiosi. A Nanle, nello Henan, le autorità hanno posto sotto sequestro anche 4 milioni di yuan (equivalenti a 400 mila euro), raccolti dai fedeli per la costruzione di nuovi edifici sacri.

Ad infastidire i vertici comunisti dev’essere stato il numero esponenziale di conversioni verificatosi anche nell’ultimo periodo. Numerosi Vescovi (anche quelli della chiesa nazionalistica) e sacerdoti hanno chiesto al governo di bloccare le demolizioni, per non aumentare l’instabilità sociale della Cina.


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