Alcune osservazioni al libro del Gran Maestro Luigi Pruneti

Alcune osservazioni al libro del Gran Maestro Luigi Pruneti
FONTE IMMAGINE: Il Pescara (https://www.ilpescara.it/)

Nel marzo 2026, a cura di BastogiLibri di Roma, viene pubblicato il libro del Prof. Luigi Pruneti, “La Chiesa e i Figli della Vedova. Appunti, note e documenti inediti su un’annosa vicenda”, con Introduzione del Prof. Aldo Alessandro Mola. Dunque il tema è Chiesa e Massoneria dal Settecento ai nostri giorni, passando per i dialoghi catto-massonici avvenuti dopo il Concilio Vaticano II.

Il Prof. Luigi Pruneti è Maestro Massone (3° grado), ha raggiunto il 33° ed ultimo grado del Rito Scozzese Antico e Accettato, è stato Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia – Palazzo Vitelleschi Piazza del Gesù (GLDI). Poi verso il 2017 è uscito da quell’Obbedienza e ha fondato l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI) di cui è tuttora Gran Maestro.   Il Prof. Mola è (o è stato) culturalmente vicino ad ambienti del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani (GOI) e della GLDI.

Mi soffermo su alcuni punti del libro “La Chiesa e i Figli della Vedova”.

1. Dalla sovracopertina: Unione degli Opposti, Bianco & Nero, Dio & GADU…

Nell’immagine di sovracopertina sono raffigurati un Papa e un Massone di cui si intravede un grembiule, forse da Gran Maestro. A pagina 5 del libro sono indicati il nome dell’Autrice e il titolo di quella immagine: «Sabrina Conti – Il Dubbio – 2025» (grassetto e corsivo del testo).

In effetti, è un’immagine che favorisce “Il Dubbio”… Il Papa di quell’immagine è vestito di bianco ma ha sul volto una maschera nera dalla quale si vedono solo gli occhi… Mentre il Massone, vestito di scuro, o nero, ha sul volto una maschera bianca che raffigura un volto umano, senza barba e completamente calvo… Potrebbe venire il “Dubbio” che si voglia raffigurare un Papa “massonico” e un Massone “cattolico”… Tale immagine di sovracopertina può far venire in mente la figura esoterica dello Yin-Yang, ossia un cerchio diviso in due parti, l’una bianca e l’altra nera, in ciascuna delle quali c’è il colore opposto, dunque un piccolo cerchio bianco nella parte nera e un piccolo cerchio nero nella parte bianca… Insieme esprimono l’unione-armonia-riconciliazione degli Opposti, che è un tema e una dottrina assai cara all’Esoterismo (Alchimia, Ermetismo, Qabbalah…) e alla Massoneria.

Sulla prima aletta di sovracopertina, la Dr.ssa Sabrina Conti, responsabile della Collana “Il Portale” (cui appartiene questo libro di Pruneti), osserva che Chiesa e Massoneria «si incontrano e si scontrano sul terreno più delicato: quello del sacro. […] Qui nasce il conflitto: fede rivelata contro conoscenza progressiva» (corsivo del testo, grassetto mio). Poco oltre, conclude: «Potrà il rivolgersi alla stessa entità, che sia Dio o GADU… creare un ponte, se non per fare parlare le istituzioni, quantomeno per comprendersi tra esseri umani?» (corsivo del testo, grassetto mio). 

2. Dall’Introduzione del Prof. Mola: Massoneria, misticismo, neo-gnosticismo

2.1. Rapido cenno alla visione tradizionale della Massoneria…

Nella nota 1, a pag. 7 della sua Introduzione, il Prof. Mola cita il recente libro del Dr. Natale Mario di Luca, “La Libera Muratoria. Una visione tradizionale”, Atanor, Roma 2025. Più avanti (al paragrafo 3.10), esaminerò quel libro del massone di Luca, probabilmente ancora membro del GOI. 

2.2. Circa la scomunica “latae sententiae“…

Il Prof. Mola afferma che la scomunica alla Massoneria «non è mai stata revocata, neppure con la pubblicazione del nuovo Codice da parte di papa Giovanni Paolo II, il 25 gennaio 1983» (A.A. Mola, Introduzione, in Luigi Pruneti, La Chiesa e i Figli della Vedova. Appunti, note e documenti inediti su un’annosa vicenda, (Collana “Il Portale”), BastogiLibri, Roma 2026, pp. 8-9 [7-26]).

In realtà, nel 1984, e ancora nel 1987, la Sacra Penitenzieria Apostolica fa capire il contrario: la scomunica latae sententiae, come era prevista dal can. 2335 del Codex Iuris Canonici (CIC) 1917, non c’è nel CIC del 1983, pur restando, comunque, il divieto ai Cattolici di appartenere alla Massoneria:

«[…] Non esiste più la censura canonica come pena per l’adesione a questa setta, ma per la natura stessa delle cose bisogna distogliere i fedeli da questo genere di sètte, perché coltivano dottrine e prassi opposte alla verità e all’onestà dei costumi e sono inoltre ostili alla chiesa»: Sacra Penitenzieria Apostolica, Suprema ecclesiae bona (Prot. 456/84, 15 luglio 1984), nota 2, in Enchiridion Vaticanum, Supplementum 1 – Documenti Ufficiali della Santa Sede – Omissa 1962-1987”, EDB, 1991, nota 2, p. 821).

In effetti nell’ottobre 1981 la maggioranza della Congregazione Plenaria della Pontificia Commissione per la Revisione del Codice di Diritto Canonico aveva espresso parere che dal nuovo Codice (poi promulgato nel 1983) venissero esclusi sia il canone 2335 del CIC 1917 (quello che comminava la scomunica latae sententiae ai Cattolici che aderivano alla Massoneria) e sia il riferimento esplicito alla Massoneria (vedi qui: https://amicideltimoneferrara.blogspot.com/2017/11/la-massoneria-vista-dalla-congregazione.html ; e qui: https://www.corrispondenzaromana.it/chiesa-e-massoneria-nel-nuovo-libro-di-michael-h-weninger-aus-nacht-zum-licht-2025-2a-parte/). 

2.3. Demonizzazione della Loggia P2?

Il Prof. Mola lamenta la «demonizzazione politica» della famigerata Loggia P2 (cf. p. 9), alla quale egli stesso ha dedicato un voluminoso studio. In realtà, l’influenza della Loggia P2 (all’epoca Loggia regolare del GOI) era reale, non era frutto di invenzioni o demonizzazioni… Al riguardo, si studino attentamente i voluminosi Atti della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia P2 (ad esempio, vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/gelli-p2-tra-servizi-segreti-ed-esoterismo-4a-parte/).

2.4. Clemente XII (1738) enunciò i motivi della scomunica antimassonica?

Mola sostiene che la prima bolla pontificia antimassonica, “In eminenti” di Clemente XII (1738), «non enunciò i motivi dottrinali della “scomunica” […]. A esplicitarli provvide Benedetto XIV che indicò le sei imputazioni principali: l’interconfessionalità delle “adunanze”, il vincolo stretto e impenetrabile del segreto, la loro illegalità agli occhi delle leggi civili ed ecclesiastiche, la proscrizione dei massoni per leggi emanate da principi secolari e, infine, la cattiva nomea che le circondava non solo agli occhi della chiesa di Roma» (p. 10, grassetto mio).

In realtà, l’interconfessionalismo religioso (o relativismo, o indifferentismo religioso), il giuramento massonico con gravi pene per gli spergiuri, e gli altri punti sopra indicati, sono già accennati nella “In eminenti” di Clemente XII (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/wp-content/uploads/2016/03/In-eminenti-apostolatus-specula.pdf).

2.5. Misticismo nella Ritualità Massonica…

Il Prof. Mola scrive che le condanne pontificie alla Massoneria ammonivano i fedeli cattolici «a non farsi tentare […] da un misticismo supplementare rispetto a quello che potevano sperimentare nell’ambito della ritualità cattolica» (p. 12, grassetto mio).

Su questo, concordo con il Prof. Mola: ossia che la Ritualità Massonica, già dal Settecento, offre un contenuto mistico, spirituale, che ovviamente non è in sintonia con la Liturgia Cattolica.

È interessante anche quanto scrive il Prof. Mola al termine del suo saggio introduttivo:

«La secolare litania di condanne pontificie dei massoni sino al non nuovo addebito di neopelagianesimo e neognosticismo (di cui gli iniziati hanno semmai motivo di andare orgogliosi), ricorda al Legislatore l’antico “sutor, ne ultra crepidam”» (p. 26, grassetto mio).

Dunque, nel brano sopracitato, il Prof. Mola ci fa capire che gli Iniziati, ossia i Massoni, devono essere orgogliosi di essere indicati come neopelagiani e neognostici

2.5.1. Esoterismo & Massoneria? No, secondo Mola (2018). Sì, secondo i Massoni. 

Passo un attimo al libro del Prof. Mola sul Terzo Centenario della Massoneria (“Storia della Massoneria in Italia. Dal 1717 al 2018. Tre secoli di un Ordine iniziatico”, Bompiani Storia Paperback – Giunti Editore, Firenze-Milano 2018), in cui l’Autore afferma che «l’esoterismo» è «estraneo alla massoneria» (p. 590), è «una superfetazione posticcia» (p. 590), è «la malattia infantile e senile della credulità» (p. 591) … Eppure, proprio il Prof. Mola, accennando ai Massoni inglesi Moderns e Ancients (che poi nel 1813 si uniranno e formeranno l’attuale United Grand Lodge of England – UGLE), afferma che gli Ancients erano «fieri della muratoria primigenia con inclinazione verso esoterismo e occultismo» (p. 37). Su questo libro del Mola ritornerò più avanti.

Comunque, a smentire l’asserto del Prof. Mola, secondo cui l’Esoterismo non c’entra con la Massoneria, sono sufficienti anche varie pubblicazioni di Massoni e Massone del laicissimo Grand Orient de France (GODF), specialmente quelli che all’interno del medesimo GODF, costituiscono il “Grand Orient Egyptien” (GOE) (vedi qui: www.grandordreegyptien.net/portail_goe/Documentations/fichiers/Public/Soyer_le_bienvenu.pdf;  qui: https://www.grandordreegyptien.net/; qui: https://www.grandordreegyptien.net/index.php?art=809).

3. Dal libro del Prof. Pruneti, “La Chiesa e i Figli della Vedova“.

3.1. L’antimassoneria inglese (XVII-XVIII sec.) anticipa il Vaticano. 

La prima pagina del testo del Prof. Pruneti ci fa capire che l’antimassoneria non è stata “inventata” dal Vaticano. Già prima della bolla “In eminenti” di Papa Clemente XII, nella Gran Bretagna anglicana o protestante compaiono articoli, libelli, contro i Massoni accusandoli di irreligione e immoralità (cf. Luigi Pruneti, La Chiesa e i Figli della Vedova, op. cit., p. 28).

3.2. L’abbé Barruel: massone filo-inglese contro Illuminati di Baviera e Rivoluzione Francese.

Il Prof. Pruneti segnala la figura dell’abbé Augustin Barruel (1741-1827), ex gesuita, che tra il 1797 e il 1798 pubblica l’opera “Mémoires pour servir à l’histoire du Jacobinisme”. Barruel identifica la Rivoluzione con la Massoneria, specialmente quella francese di Alti Gradi (cf. pp. 47-51). Pruneti osserva che secondo Barruel gran parte della Massoneria britannica non c’entrava nulla con la Rivoluzione (cf. p. 48). Inoltre, Barruel si presentava come «ex massone» (p. 50).

A questo punto ritengo necessario fare qualche precisazione e approfondimento, attingendo proprio dall’opera di Barruel. Vi si trovano dettagli meritevoli di attenzione.

Nel 2° volume delle sue “Mémoires pour servir à l’histoire du Jacobinisme” (Tome II, Chez P. Fauche Libraire, Hambourg 1803), nel capitolo IX°, “Secret général, ou les petits mystères des Francs-Maçons“, l’abbé Barruel afferma (riassumo in corsivo) che:

 – il gran numero di Massoni iniziati nelle Logge Massoniche non hanno colpa alcuna nella Rivoluzione

soprattutto l’Inghilterra è piena di questi uomini onesti ed eccellenti cittadini, che si fanno onore di essere Massoni e che si distinguono dagli altri per beneficenza e carità fraterna (cf. p. 185); 

i Massoni inglesi non cospirano, non seguono la Rivoluzione Francese…; Illuminati di Baviera e Giacobini disprezzano i Massoni inglesi (cf. p. 186); 

i Massoni inglesi non hanno a che fare con quella setta scellerata e rivoluzionaria (Illuminati, ecc.) che abusa della Massoneria (cf. p. 192).

Poi, Barruel racconta la sua propria iniziazione in Massoneria! Scrive che da più di vent’anni non era difficile incontrare a Parigi membri della Massoneria. Lui stesso aveva molti amici massoni, i quali lo sollecitavano a entrare in Massoneria, ma egli si rifiutava. Allora alcuni di loro concertarono di iniziarlo massone a sua insaputa. Lo invitarono a cena, i commensali erano tutti Massoni, tranne lui unico profano. Dopo cena, allontanata la servitù, i commensali formarono la Loggia; Barruel, non potendo scappare, li lasciò fare e in quella stessa e unica “tornata” (riunione di Loggia), egli ricevette i Tre Gradi di Apprendista, Compagno e Maestro. Pur rifiutando di prestare il giuramento massonico, Barruel fu lo stesso ritenuto Massone da quei Massoni suoi amici (cf. pp. 192-195). Barruel precisa che allo scoppio della Rivoluzione tutti quei Massoni rimasero realisti (cioè dalla parte del Re), tranne però il Maestro Venerabile (proprio colui che lo aveva “iniziato”!) il quale passò invece al Giacobinismo (cf. pp. 195-196). Poi Barruel racconta di aver partecipato in seguito a una Tornata ordinaria di una Loggia regolare e di aver tenuto un discorso sulla Fratellanza… In quell’occasione un candidato fu iniziato Apprendista Massone. Barruel dice che non vuole sprecare pagine a descrivere la Loggia e le cerimonie di iniziazione e per questo rimanda ad alcuni testi massonici – ad es.: “Clef des Maçons“, “Catéchisme” – (cf. p. 196). Comunque, poco oltre, egli accenna al giuramento prestato in quell’occasione da quell’Apprendista Massone: costui, in caso di violazione del giuramento e del segreto massonico, accettava di avere la testa tagliata, il cuore e le viscere strappate, e le sue ceneri gettate al vento (cf. p. 197)…

Barruel ribadisce che i Massoni inglesi non riconoscono che i primi Tre Gradi e rigettano l’uguaglianza e la libertà intese in senso rivoluzionario; i cosiddetti “grandi misteri” delle Retro-Logge o Alti Gradi, ossia la Rivoluzione contro Cristo, contro il Suo culto, contro la Monarchia, sono inconciliabili con la mentalità inglese e quindi con quella dei Massoni inglesi (cf. pp. 198-199). Così dice Barruel.  

Ritengo che tutto sommato, l’abbé Augustin Barruel, ex gesuita e massone, abbia reso un grande servizio alla Massoneria francese anglofila, alla Massoneria inglese e all’Inghilterra, difendendole dall’accusa di aver tramato la Rivoluzione contro la Monarchia e la Chiesa Cattolica… Non dimentichiamo che l’Inghilterra diede ospitalità a Barruel che fuggiva dalla Rivoluzione Francese…  Sul tema Massoneria (inglese e anglofila) e Rivoluzione Francese devo ritornare nel prossimo paragrafo.

3.3. Massoneria & Rivoluzione Francese? Nessun legame secondo il Prof Pruneti. Ma…

Il Prof. Pruneti sembra respingere qualsiasi legame della Massoneria con la Rivoluzione Francese: che la Massoneria sia «madre» o almeno «ispiratrice» della Rivoluzione sarebbe una «leggenda» a cui avrebbero aderito anche scrittori massoni (cf. Pruneti, La Chiesa e i Figli della Vedova, pp. 52-53)… 

 Non sono d’accordo con il Prof. Pruneti. In realtà la Rivoluzione Francese non è altro che l’esplicazione radicale e violenta dei principii dell’Illuminismo anglo-francese, che di per sé è sostanzialmente sovversivo nei confronti dei Dogmi, della Fede e della Chiesa Cattolica. 

Mi limito a citare in breve un paio di studi sull’argomento Massoneria & Rivoluzione.

In uno studio, che purtroppo non è più on-line, il massone neozelandese Alex Davidson afferma che la Massoneria inglese del XVIII secolo ha esportato Illuminismo e secolarismo anche in Francia (cf. Alex Davidson, The Masonic concept of Liberty. Freemasonry and the Enligthenment, in  www.freemasons-freemasonry.com/Davidson.html).

Il massone americano William Weisberger 32° mostra che nel XVIII secolo la Massoneria francese, prima anglofila e poi anche americanofila (dalle Logge filo-inglesi del 1720-1730 alla Loggia parigina delle “Nove Sorelle” del 1776-1787), diffonde l’Illuminismo (dunque: laicismo, separazione Chiesa-Stato…) che è la matrice culturale sia della Rivoluzione Americana che della Rivoluzione Francese (cf. R.W. Weisberger 32°, “Parisian Masonry, the Lodge of the Nine Sisters, & the French Enlightenment”, in Heredom. Transactions of the Scottish Rite Research Society, Vol. 10 – 2002, Washington D.C., USA, pp. 155-202).

3.4. Massoni & Carbonari nell’Italia del primo trentennio del XIX secolo

Ben a ragione, il Prof. Pruneti rileva la vicinanza e contiguità tra Carboneria e Massoneria italiana di primo Ottocento: «molti carbonari» erano o ex-massoni o massoni. In un verbale di una “Vendita” carbonara il Gran Maestro si firmava sia con i tre puntini massonici che con i sette puntini del Maestro Carbonaro (cf. Pruneti, op. cit., p. 69). 

3.5. L’anticlericalismo massonico (solo nell’Ottocento?)… Satana-Lucifero…

A proposito dell’anticlericalismo massonico, il Prof. Pruneti tratta anche dell’“Inno a Satana” di Giosué Carducci (cf. pp. 133-135), ma in modo insufficiente: secondo il Prof. Pruneti, quell’inno non è altro che «un’ode al progresso» che avrebbe poi accreditato «la leggenda del satanismo massonico» (p. 133). 

Non concordo con il Prof. Pruneti. In realtà, l’”Inno a Satana” del Carducci non è una “chitarronata”, come la definì lo stesso Carducci. Nella prima strofa, Carducci si rivolge a Satana chiamandolo principio immenso dell’essere, ragione e senso, materia e spirito… Dunque un Satana di tipo gnostico o neo-gnostico, demiurgico, che unisce gli opposti… Quando compose quell’inno, Carducci era stato già iniziato massone da circa un anno. Inoltre, occorre sottolineare che l’Inno a Satana del Carducci piace non solo a Massoni italiani e anticlericali del XIX secolo, ma anche a Massoni del XX e XXI secolo… Lo stesso dicasi del “Lucifero” di Mario Rapisardi, anzi, del Lucifero neo-gnostico (ad esempio, vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/alcuni-studi-sul-satanismo-5a-parte/). Dunque il Luciferismo Massonico non è una leggenda, se per “leggenda” si intende invenzione, fantasia… C’è Luciferismo (quantomeno intellettuale, esoterico) in particolari ambienti iniziatici della Massoneria (ad esempio: cf. ADM, Lucifero: il portatore della Luce massonica, in MIZR– Rivista di Studi Libero-Muratori, Martinisti e Gnostici. Anno II, Numero 6, aprile 2016, pp. 59-68. Direttore della rivista è Fabrizio Fiorini, Massone di Rito Egiziano, Massone del GOI, forse di recente passato alla GLRI). Ma “leggenda”, etimologicamente, può significare anche: qualcosa da leggere… Tra l’altro, è bene sapere che l’Inno a Satana del Carducci (sotto lo pseudonimo di Enotrio Romano) si può leggere anche sul “Bollettino del Grande Oriente della Massoneria in Italia” [GOI], vol. II, anno III, fasc. VII-XI, settembre-dicembre 1867 / gennaio 1868, Firenze 1869, pp. 330-334. 

3.6. Circa l’indagine dei Vescovi tedeschi sulla Massoneria in Germania (1974-1980)

Il Prof. Pruneti accenna all’indagine di una Commissione dei Vescovi tedeschi sulla Massoneria delle Grandi Logge Unite di Germania (in tedesco: Vereinigten Großlogen von Deutschland; sigla: VGLvD). Dal 1974 al 1980, quella Commissione cattolica ha esaminato i Rituali dei Tre Gradi fondamentali della Massoneria delle VGLvD (Apprendista, Compagno, Maestro) e alcuni testi massonici. Il Prof. Pruneti scrive che «i teologi» di quella Commissione: «ritennero di fondamentale importanza i rituali dei primi tre gradi di tali comunioni e considerarono punti di riferimento essenziali le opere di Eugen Lennhoff e di Oskar Posner, autori di pregio che esprimevano, tuttavia, il loro modo di pensare e non quello complessivo della libera muratoria» (pp. 217-218).

Anche qui, non concordo con quanto scritto dal Prof. Pruneti, che riduce tutto al piano soggettivo: i teologi «ritennero», «considerarono»… Lennhoff-Posner «esprimevano […] il loro modo di pensare […]». Non è così. Infatti:

1°) i Rituali dei Tre Gradi sono fondamentali di per se stessi, per gli stessi Massoni, e non perché così li ritengono quegli studiosi cattolici;

2°) la Commissione Cattolica voleva esaminare anche i Rituali degli Alti Gradi, ma la Commissione delle VGLvD oppose un netto rifiuto; 

3°) è la Commissione Massonica tedesca che ha indicato alla Commissione Cattolica il testo di Lennhoff-Posner;

4°) è vero che Eugen Lennhoff (massone austriaco) e Oskar Posner (massone cecoslovacco) presentano il loro “Internationales Freimaurerlexikon” come opera che esprime il loro punto di vista sulla Massoneria, ma è anche vero che varie tesi o dottrine lì contenute sono comuni anche ad altri ambienti massonici regolari, di lingua tedesca e non. Circa il dizionario di Lennhoff-Posner, ho pubblicato un articolo on-line (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/il-dizionario-di-e-lennhoff-33-o-posner-e-il-dialogo-chiesa-massoneria-1974-80/).

Il Prof. Pruneti ammette che Lennhoff-Posner erano relativisti, ma afferma che il relativismo non riguarda la Massoneria (cf. p. 218). Faccio notare che il relativismo nega i dogmi della Chiesa, anzi di ogni religione; il relativismo nega il concetto di verità assoluta, universale e immutabile. Pertanto, per il relativismo, ogni dogma, ogni verità è opinabile, è opinione soggettiva… Ebbene, un principio di relativismo lo troviamo già nell’Art. 1 delle Costituzioni massoniche inglesi di James Anderson (1723), in cui i dogmi religiosi vengono di fatto relegati a opinioni soggettive…

3.7. Il Prof. Pruneti (con il Prof. Mola) cita P. Siano.

Ringrazio il Prof. Pruneti per aver citato alcune volte anche un mio libro sulla Massoneria. A un certo punto, così scrive il Prof. Pruneti: «Andando oltre negli anni, merita poi citare il libro di padre Paolo Siano La massoneria tra esoterismo, ritualità e simbolismo, pubblicato, diversi anni dopo, nel 2012, ove, come annota il professor Aldo Alessandro Mola, “attribuì alla massoneria riti satanici e pratiche sessuali contro natura” […]» (pp. 239-240, corsivo del testo).

Nel brano sopra riportato, il Prof. Pruneti cita il libro del Prof. Mola da me già indicato sopra, al paragrafo 2.5.1., ossia “Storia della Massoneria in Italia. Dal 1717 al 2018. Tre secoli di un Ordine iniziatico”. Così scrive il Prof. Mola a mio riguardo: «Nella ruvida denuncia della pericolosità dottrinale e sociale della massoneria si distinsero Sodalitium, periodico dell’Associazione Mater Boni Consilii, diretto da don Francesco Ricossa (Verrua Savoia, Torino), Ennio Innocenti, che nell’ottobre 2015 ripubblicò Inimica vis, e padre Paolo M. Siano, autore di La Massoneria tra esoterismo, ritualità e simbolismo (ed. Mariana, Frigento [AV] 2012), in cui attribuì alle logge riti satanici e pratiche sessuali “contro natura”, in linea con il luciferismo di Arthur Edward Waite, da lui ritenuto maestro occulto dei circoli esoterico-massonici dei giorni nostri» (p. 650, grassetto mio).

Ora, scrivere, come fa il Prof. Mola, che io avrei attribuito alle Logge [a tutte? in tutti i Riti e Gradi?] riti satanici [cioè, riti di adorazione esplicita a Satana?] e pratiche sessuali contro natura [compiute quando?], è attribuirmi in modo superficiale e sbrigativo delle generalizzazioni tali da pormi al livello di certa letteratura antimassonica o “taxilliana” da Ottocento… 

Forse il Prof. Mola, a sostegno della sua asserzione, avrebbe fatto meglio a citare o indicare almeno qualche numero di pagina di quel mio libro; invece mi ha liquidato in meno di un rigo, senza alcuna precisa citazione di pagina.

Comunque è certo che ho riscontrato in testi di Massoni, sia “regolari” che “irregolari” e “di frangia”, una sorta di simpatia iniziatica per l’Androginia e per Lucifero…

Ancora a mio riguardo, mi ha colpito poi il riferimento del Prof. Mola a quanto ho scritto su Arthur Edward Waite: anche in questo caso, Mola non dà alcuna citazione. Forse Mola si riferiva al mio articolo on-line, “Arthur Edward Waite, Lucifero e il caso Taxil”, in cui scrivo che Waite è «tra i maestri occulti della massoneria contemporanea» (https://www.corrispondenzaromana.it/arthur-edward-waite-lucifero-e-il-caso-taxil/)? Ma allora, perché non citare anche quel mio articolo, invece di liquidarmi ancora sbrigativamente?

Come evidenzio in quell’articolo, nel 1896Arthur Edward Waite (1857-1942), membro della Teosofia di Madame Blavatsky, rimprovera a Leo Taxil di aver inventato l’esistenza del “Palladismo” o “Luciferismo” massonico, ma poi lo stesso Waite ammette che il massone Albert Pike 33° seguiva un “trascendentalismo luciferiano”! Poi divenuto anche lui massone, Waite – proprio lui! – elogia Lucifero auspicandone la redenzione, la restaurazione nella luce e nella bontà primordiale… Waite parla anche di Dio quale Padre-Madre, dunque Androgino… In quel mio articolo sottolineo che Waite, Maestro Massone della UGLE, famoso come studioso di occultismo, riceverà il 30° grado “Rose-Croix” dell’“Ancient & Accepted Rite” (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/arthur-edward-waite-lucifero-e-il-caso-taxil/).

Praticamente, ricevere in Inghilterra il 30° grado inglese A&AR è come ricevere, in Italia, il 33° grado RSAA… 

3.8. Chiesa e Massoneria fino al 2016-2017. Ma continua…

Circa convegni, dialoghi, incontri tra o su Chiesa e Massoneria, il Prof. Pruneti si ferma agli eventi di Gubbio, Matera, Siracusa, avvenuti tra il 2016 e il 2017 (cf. pp. 246-247).

In una eventuale seconda edizione del suo libro, sarebbe bene aggiungere anche il Seminario che si è tenuto a Milano il 16 febbraio 2024, sul tema “Chiesa e Massoneria”, a cui hanno partecipato: l’Arcivescovo Mario Delpini, il Vescovo Mons. Antonio Staglianò, il Cardinale Francesco Coccopalmerio, il Gran Maestro del GOI Stefano Bisi, il Gran Maestro della GLDI Luciano Romoli, il Gran Maestro della GLRI Fabio Venzi (vedi qui: https://lanuovabq.it/it/la-massoneria-vuole-il-mea-culpa-la-chiesa-inizia-con-lesame-di-coscienza; qui: https://lanuovabq.it/it/o-la-croce-o-la-loggia-conciliarle-e-unillusione; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/uno-sguardo-critico-alla-relazione-del-gran-maestro-fabio-venzi-glri-su-chiesa-e-massoneria-milano-16-febbraio-2024/).

Come pure sarebbe bene aggiungere anche il caso di mons. Michael Heinrich Weninger, già ambasciatore austriaco, poi sacerdote, prelato della Santa Sede, e… anche massone! Sì, massone. L’appartenenza di mons. Weninger è stata praticamente rivelata (o tradita?) da un website massonico inglese… Mons. Weninger, appartenente al Clero di Vienna, ha pubblicato finora tre testi in lingua tedesca (una dissertazione di dottorato in teologia spirituale e due libri) in cui afferma la compatibilità tra Chiesa e Massoneria “regolare” di tipo inglese. Ovviamente non concordo con mons. Weninger (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/chiesa-e-massoneria-nel-nuovo-libro-di-michael-h-weninger-aus-nacht-zum-licht-2025-1a-parte/; e qui: https://www.corrispondenzaromana.it/chiesa-e-massoneria-nel-nuovo-libro-di-michael-h-weninger-aus-nacht-zum-licht-2025-2a-parte/).

3.9. Dialogo tra Chiesa e Massoneria o tra cattolici e massoni? Si può parlare di Massoneria?

Nelle Conclusioni (cf. Pruneti, op. cit., pp. 249-259), il Prof. Pruneti afferma che la Massoneria è come «un arcipelago costituito da isole diversissime» (p. 251) perciò egli ritiene «impossibile» un dialogo ufficiale e organizzato tra Chiesa e Massoneria; la Chiesa ha «una struttura gerarchica universale», non così la Massoneria che è «un arcipelago di isole» (p. 252) … Sulla base di questo assunto, il Prof. Pruneti ritiene incomprensibile il tentativo di certi Massoni che cercano di «convincere la Chiesa a venire a patti con un’ipotetica massoneria evidenziando, in modo spesso complesso e forzoso vicinanze, comunanze, parallelismi» (p. 255).  

In effetti, guardando alla storia della Massoneria moderna, che esiste da almeno tre secoli, e che, nonostante scomuniche e condanne pontificie ed ecclesiastiche, ha avuto e ha nel suo interno molti cattolici, mi chiedo: cosa importa e che giova ai Massoni o a qualche Massoneria (Gran Loggia…) insistere nell’ottenere dalla Chiesa un qualche riconoscimento di compatibilità? Vogliono forse diventare una sorta di organismo inserito nella Chiesa? 

Ribadisco che per il Prof. Pruneti il termine «massoneria» indica qualcosa di vago di onnicomprensivo, «un orizzonte collettivo di pensiero, di desiderio aggregativo e di suggestioni storiche, vago e indeterminato […]» (p. 258). In tal modo, stando a questa tesi del Prof. Pruneti, il divieto ecclesiastico ai fedeli cattolici di appartenere alla Massoneria non avrebbe senso, né fondamento (cf. pp. 257-258). Ma anche questa tesi del Prof. Pruneti non regge. Come ho già scritto più volte su Corrispondenza Romana, la Massoneria di lingua tedesca, tra il 1968 e il 1983, si è mossa per far eliminare dalla Chiesa il can. 2335, ossia la scomunica ai Cattolici aderenti a qualunque forma di Massoneria “regolare” (non solo austriaca o tedesca)… 

Pertanto, si può e si deve parlare di Massoneria al singolare. Come scrivo ormai da più di un decennio, ci sono delle caratteristiche, o elementi, che accomunano tutte le Obbedienze o Associazioni Massoniche o Massonerie, che dir si voglia. Tutte le Massonerie, sia “regolari” che “irregolari”, hanno almeno questi 3 elementi, che possiamo raffigurare come tre anelli intrecciati tra loro, o come i tre lati di un triangolo equilatero:

1) Umanesimo a-dogmatico o antidogmatico: ossia centralità dell’Uomo, l’Uomo libero o svincolato da dogmi e da (pretese di) verità assolute… (Nelle Massonerie “miste” o “androgine”, si parla ovviamente di Uomo e Donna; ci sono anche Massonerie solo femminili). Il concetto di Dio quale “Grande Architetto dell’Universo” (GADU) o “Essere Supremo” è incentrato sull’Uomo: ciascun Libero Muratore intende il GADU secondo la propria fede o credenza religiosa o convinzione filosofica (dal Cristianesimo alle altre Religioni, dall’animismo fino all’agnosticismo e/o panteismo…). 

2) Ritualità iniziatica, che definisco Magia Libero-Muratoria, poiché pretende di attuare effetti spirituali e sovraumani: rendere sacro lo spazio della Loggia, consacrare la Loggia, attuare la “Morte Iniziatica”, dare la “Luce Massonica”, permettere agli Iniziati di “incontrare” o “attirare” il Sacro, sacralizzandosi, ecc.

3) Esoterismo: inteso come: 3.1.) ricerca interiore, modi o metodi di riconoscimento tra Iniziati, insegnamenti riservati a Iniziati; 3.2.) Gnosi (Alchimia, Ermetismo, Qabbalah, Teurgia…) che mira all’incontro-assimilazione-unione con il Sacro o Divino… Circa la definizione di Esoterismo resta fondamentale lo studio di Antoine Faivre, Maestro Massone della Grande Loge Nationale Française (GLNF).

A seconda del punto di vista, i tre suddetti elementi possono intrecciarsi nelle seguenti relazioni:

  1. L’Uomo (o: Uomo-Donna; Donna) ossia l’Iniziato/a,crea/opera la Ritualità Massonica (e il relativo Simbolismo) interpretandola in modo interiore (o esoterico), secondo l’Esoterismo (ovvero secondo le conoscenze attinte da Alchimia, Ermetismo, Qabbalah, ecc.) di cui Ritualità e Simbolismo sono intessuti. L’Uomo-Iniziato mira alla propria rigenerazione spirituale, sacralizzazione…
  2. La Ritualità Massonica (e il relativo Simbolismo) trasforma, rigenera, sacralizza, l’Uomo-Iniziato/a che inizia e avanza nel percorso iniziatico, attingendo all’Esoterismo
  3. L’Esoterismo (inteso come interiorità nutrita dalle suddette “discipline” o “scienze” iniziatiche) sostanzia, anima, la Ritualità Massonica e forma l’immagine di Uomo-Iniziato/a

Il percorso iniziatico massonico, essendo umanista-rituale-esoterico, non è perciò compatibile con il percorso di Fede e di Sacramenti della Chiesa Cattolica.

Ovviamente i Liberi Muratori si attiveranno per realizzare tale unione degli opposti

3.10. Un libro di Natale Mario di Luca citato nell’Introduzione del Prof. Mola

La mia analisi e interpretazione della Massoneria, in qualche modo, trova conferma anche dal libro del massone Natale Mario di Luca, citato dal Prof. Mola nella sua Introduzione al presente libro del Prof. Pruneti (vedi sopra, paragrafo 2.1.).

Dal libro di Natale Mario di Luca, “La Libera Muratoria. Una visione tradizionale” (Atanor, Roma 2025), comprendiamo che:

  • La religiosità delle Costituzioni di Anderson (1723), ovvero il Grande Architetto dell’Universo, è «un Dio “minimale” rispondente agli ideali deisti, secondo le idee e le mode culturali all’epoca imperanti in Inghilterra» (p. 177). De Luca parla di «indifferentismo andersoniano» (p. 178).
  • L’Iniziazione Massonica, e quindi la Ritualità Massonica, si prefiggono di trasformare, rigenerare l’individuo, sul piano fisico-animico-spirituale, per farlo accedere al Sacro, al Divino (cf. pp. 226-227), quasi a divinizzarlo… L’operatività massonica, rituale e iniziatica, è di tipo «alchemico», «rigenerativo», spirituale (cf. pp. 228-229)… In nome del principio divino che è il GADU, l’Iniziato riceve «l’influenza spirituale» (p. 229)… La Loggia Massonica è Tempio, è «uno “spazio sacro” o “consacrato” attraverso un “taglio” dello spazio comune o “profano”» (p. 258).
  • Nella Leggenda di Hiram, al Terzo Grado di Maestro Massone, il Libero Muratore (e la Libera Muratrice) si immedesima nell’Architetto Hiram, “sperimentandone” la «morte rituale» e la «resurrectio» (cf. 245, corsivo del testo, grassetto mio). È «l’esperienza vissuta della morte rituale» (p. 246)… Alla morte rituale, segue la «“seconda nascita”», il candidato «risorge» Maestro Muratore (cf. p. 248)… «L’identificazione del maestro libero muratore con il maestro Hiram attraverso un’esperienza di morte e di resurrezione prefigura una trasfigurazione dell’io individuale a similitudine di un’ipostasi deiforme collocata a più elevato livello sulla scala della trascendenza» (p. 251, grassetto mio).
  • Il contenuto iniziatico della Leggenda di Hiram e del Terzo Grado proviene dalla «letteratura ermetico-alchemica» e «rosacrociana» del XVII secolo (cf. pp. 252-257, grassetto mio)… Inoltre, nel Gabinetto di Riflessione del 1° Grado di Apprendista, ci sono simboli alchemici, ad esempio: l’acrostico VITRIOL (cf. pp. 258-259). 
  • I tre pilastri della Loggia, ossia Sapienza, Forza e Bellezza, possono corrispondere a 3 delle 10 Sephirot (emanazioni divine) della Qabbalah ebraica… La Menorah (candelabro ebraico a 7 bracci) che si accende in Loggia, rappresenta le 7 Sephirot inferiori (cf. pp. 311-312)… Da testi/catechismi massonici inglesi tra 1725 e 1730, si può evincere che elementi della tradizione qabbalistica sono pervenuti alla Libera Muratoria del XVIII secolo (cf. pp. 316-322).

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