Aborto: una strage silenziosa di migliaia di vite

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Aborto StopGli aborti in Italia sono in calo, così almeno dicono le statistiche. Nel 2011, comunica il Ministero della Salute, ci sono state 109.538 interruzioni di gravidanza, di cui quasi 8.000 procurate con la RU486.
Il dato più alto di sempre è quello del 1982, con 234.801 casi. Ma non c’è da sperare. Gli aborti restano comunque tantissimi.
Qualsiasi altra strage con queste cifre (per non parlare delle
336 milioni vittime cinesi) sarebbe condannata da ogni organo internazionale. Invece l’ONU ha affermato l’esatto contrario, sostenendo che opporsi all’aborto è tortura.
In Italia, ci sono poche occasioni per protestare pubblicamente contro questo attacco alla vita. Una di queste è l’importante Marcia per la Vita, che si terrà a Roma il 12 maggio 2013.
Per fortuna esiste ancora chi ha il coraggio di andare contro-tendenza. E difendere la vita.
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Aborto: in Italia -5,6% nel 2011, Ivg dimezzate in 30 anni

Roma, 9 ott. (Adnkronos Salute) – Continua il calo del numero degli aborti in Italia: nel 2011 sono state effettuate 109.538 interruzioni volontarie di gravidanza (dato provvisorio), con un decremento del 5,6% rispetto al dato definitivo del 2010 (115.981 casi) e un decremento del 53,3% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’Ivg (234.801 casi). E’ quanto emerge dalla Relazione 2012 sulla legge 194, che il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha firmato e inviato questa mattina ai presidenti di Camera e Senato.

I dati sono stati raccolti dal sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati l’Istituto superiore di sanità (Iss), il ministero della Salute e l’Istat da una parte, le Regioni e le Province autonome dall’altra.

Il tasso di abortività (numero delle Ivg per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni), l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all’Ivg, nel 2011 è risultato pari a 7,8 per 1.000, con un decremento del 5,3% rispetto al 2010 (8,3 per 1.000) e un decremento del 54,7% rispetto al 1982 (17,2 per 1.000). “Il valore italiano è tra i più bassi di quelli osservati nei Paesi industrializzati”, riferisce il ministero.


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Fonte: AdnKronos
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Ru486, 8mila aborti nel 2011

La pillola abortiva ha mietuto 8mila vittime nel 2011 secondo uno studio presentato dal Sole 24Ore. Un quarto di tutti gli aborti compiuti entro il 49.mo giorno di gestazione.

La via farmacologica all’aborto, quella effettuata entro il 49.mo giorno dal concepimento, secondo dati diffusi dal quotidiano Il Sole 24Ore raggiungerebbe in Italia nel 2011 la considerevole cifra di circa 8mila casi. Un quarto di tutti gli aborti effettuati in quell’anno entro lo stesso lasso di tempo (30mila casi circa). Il dato emerge dagli ordini di Ru 486 – la “pillola” abortiva introdotta da noi nell’aprile 2010 – effettuati dagli ospedali e dalle cliniche autorizzazte alla Nordic Pharma, la distributrice del ritrovato nel nostro Paese: 7.397 confezioni. Pur avendo ogni confezione tre pillole, moltissimi ospedali ne prescrivono solo una per ogni interruzione di gravidanza.


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A marcare il triste record è il Piemonte, con 1.937 scatole, poi Puglia (1.024), Liguria (808) e Toscana (766). Mentre Basilicata e Marche non risultano aver richiesto alcuna confezione, Lombardia (412) e Lazio (557) sono al di sotto della media nazionale per abitanti.

L’aborto chimico avviene con l’assunzione di due pillole, una di mifepristone (la RU486) e una di prostaglandina. I due ritrovati vengono assunti a distanza di 48 ore l’uno dall’altro e si conclude con l’espulsione del feto e quindi lo svuotamento della cavità uterina. La commissione ministeriale che approvò l’uso del la Ru 486 ha stabilito che la procedura abortiva deve avvenire interamente, e quindi fino a completamento della “procedura”, nella struttura sanitaria nella quale avviene l’interruzione di gravidanza.

Fonte: Famiglia Cristiana


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