Aborto: Obama impedisce l’obiezione di coscienza

(di Federico Catani) Nel 2008 molti cattolici statunitensi votarono per Obama, senza curarsi troppo delle sue posizioni in campo etico. Oggi, con le presidenziali che incombono, le preferenze elettorali potrebbero cambiare. In effetti anche chi, tra i credenti, aveva guardato con simpatia alla riforma sanitaria del 2010, adesso sarà costretto a ricredersi. L’amministrazione Obama ha infatti mostrato ancor più chiaramente il suo volto abortista.

Il governo federale ha stabilito che a partire dall’agosto 2013 tutte le strutture ospedaliere, comprese quelle cattoliche, saranno costrette ad offrire ai propri dipendenti un’assicurazione sanitaria che contempli i rimborsi per la contraccezione e l’aborto. La Conferenza episcopale degli Stati Uniti non ha esitato a criticare una simile decisione, che mina profondamente la libertà religiosa. Non è infatti pensabile che le strutture cattoliche utilizzino le proprie risorse per consentire l’omicidio dei nascituri.

Di fronte ad un attacco così evidente alla libertà di coscienza è intervenuto anche Benedetto XVI. Ricevendo alcuni vescovi statunitensi, tra cui il cardinal Wuerl, arcivescovo di Washington, il Papa ha espresso solidarietà all’episcopato americano e, alludendo alla legge in questione, ha parlato di «pesanti pericoli nei confronti di Dio e della vita» e di «pratiche intrinsecamente cattive», cui un cattolico non può in alcun caso prestarsi. La copertura sanitaria, infatti, oltre all’aborto, riguarda anche la cosiddetta contraccezione di emergenza, come la pillola abortiva.

Alla condanna di Benedetto XVI si deve aggiungere la dura presa di posizione dell’arcivescovo di New York Timothy Dolan, presidente dell’episcopato statunitense, il quale ha dichiarato che la gravidanza non può essere considerata una malattia da guarire e da evitare ad ogni costo e, a difesa della libertà religiosa, ha ribadito il diritto della Chiesa a pronunciarsi su determinate questioni. «Obbligare i cittadini americani – ha poi sottolineato il futuro cardinale – a scegliere tra violare le proprie coscienze o rinunciare al servizio sanitario è letteralmente immorale».

Diventa così davvero impossibile per un cattolico sostenere l’attuale amministrazione statunitense. Il mondo pro-life americano può veder accogliere le proprie istanze solo da alcuni membri del Partito repubblicano. Alla March for Life di Washington, tenutasi lo scorso 23 gennaio, ha partecipato infatti lo speaker della Camera John Boehner, cattolico e antiabortista convinto. Tutto ciò mostra per l’ennesima volta il grande errore in cui sono incorsi i cattolici di tutto il mondo, anche italiani, quando hanno pensato di trovare in Obama un presidente affidabile e da sostenere. Ora riusciranno ad aprire gli occhi? (Federico Catani)

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