ABORTO: medici contro l’obbligo della pillola del giorno dopo

Continua a far discutere la vicenda di due giovani che avrebbero avuto difficoltà in Toscana a trovare un medico disponibile a prescrivere o a somministrare la “pillola del giorno dopo”.






Continua a far discutere la vicenda di due giovani che avrebbero avuto difficoltà in Toscana a trovare un medico disponibile a prescrivere o a somministrare la “pillola del giorno dopo”.

A fronte delle pressioni del ministro della Sanità, dell’assessore alla Sanità della Toscana, al Presidente dell’Ordine dei Medici di Pisa, per costringere i medici a rinunciare all’obiezione di coscienza, si è scatenata una vera e propria rivolta.

Il dott. Giovanni Belcari, medico chirurgo di Pontedera ha scritto una lettera aperta, in cui sostiene che «né il ministro Livia Turco, né l’assessore regionale Enrico Rossi e nemmeno il Presidente dell’Ordine dei medici di Pisa Giuseppe Figlini potranno mai imporre a un medico di assecondare la volontà della paziente, dando a lei la responsabilità di una scelta che quello stesso medico non ha compiuto in autonomia, e quindi in scienza e coscienza».
Il dott. Belcari, fa riferimento al Codice deontologico dell’Ordine dei medici, ed in particolare agli jos_content_2 3, 4, 13, 22 e 58, per difendere l’obiezione di coscienza: «Una deontologia che si rispetti – ha scritto Belcari – mai può obbligare un medico alla prescrizione di un farmaco non salvavita», per questo sia l’Ordine dei Medici che il Comitato nazionale per la Bioetica hanno «riconosciuto all’unanimità al medico la possibilità di rifiutare la prescrizione della pillola appellandosi alla clausola di coscienza».

Il medico di Pontedera ha indirizzato la lettera al Direttore sanitario della Usl 5 di Pisa Rocco Damone e al Presidente dell’Ordine dei medici Figlini, ed ha chiesto il sostegno ai colleghi ginecologi, neonatologi, psichiatri, anestesisti, medici di guardia e del 118. Il dott. Belcari ha affermato che ha già raccolto più di 65 firme, tra cui quelle di diversi docenti universitari, e conta di arrivare a cento entro un paio di giorni.

Tra i primi firmatari della lettera aperta alcuni nomi di spicco come il professor Virgilio Facchini, ex Primario di Ginecologia, il professor Pietro Iacconi, in servizio al Dipartimento di Chirurgia generale al Santa Chiara di Pisa e il professor Massimo Ermini della Facoltà di Medicina e chirurgia.

Donazione Corrispondenza romana