ABORTO: manifestazione a Madrid il 26 marzo

In Spagna il dibattito sull’aborto «non è ancora chiuso, come qualcuno vorrebbe farci credere». È quanto dichiara Gador Joya, la portavoce dell’associazione Diritto a vivere, convinta che il recente annuncio del leader del centrodestra Mariano Rayoy sia frutto delle manifestazioni degli ultimi anni contro l’aborto.


Nonostante questo positivo risultato politico i gruppi pro-life torneranno in piazza. Il 26 marzo, infatti, Giornata internazionale della vita, con lo slogan “Sì alla vita”, 48 associazioni sfileranno nelle principali città della Spagna.

L’appuntamento principale è a Madrid e in questo giorno i pro-life chiederanno alle autorità di «aiutare le donne incinte», creare centri di appoggio alla natalità, sostenere la famiglia come «ambito insostituibile per la nascita di nuovi esseri umani e per la loro crescita», assicura Carmen García Valdes, direttrice generale della fondazione Red Madre, una “rete” di volontari presenti in tutta la Spagna per aiutare le donne in difficoltà. «La maternità non è un ostacolo – ricorda García Valdes – dunque non può essere trattata come un problema: al contrario, aiutare la natalità è “progressista”», aggettivo che piace molto al governo di Zapatero ma che nell’ambito della difesa della vita risulta ultraconservatore.

Nonostante le radicali riforme approvate negli ultimi anni, i pro-life sottolineano la reazione di una buona parte dell’opinione spagnola contro la banalizzazione dell’aborto. Il corteo di marzo – come sottolinea la presidente della Federazione spagnola associazioni pro-vita, Alicia Latorre – si svolgerà «in difesa della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, passando per tutte le tappe, perché ogni vita è degna di essere vissuta». Le associazioni chiederanno altresì di fermare qualsiasi iniziativa legislativa a favore dell’eutanasia o della ricerca con gli embrioni umani.

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