ABORTO: la Marche pour la vie a Parigi

Il 17 gennaio a Parigi, in occasione del trentacinquesimo anniversario della terribile legge Veil, promulgata in Francia nel 1975 per la legalizzazione dell’aborto, si è svolta la sesta edizione della Marcia per la vita. Un corteo di circa 20.000 persone, in gran parte composto da giovani e giovanissimi, ha sfilato per le strade di Parigi per protestare contro questo genocidio legale.

L’evento è stato appoggiato da trenta vescovi, tra cui il cardinale Barbarin, primate di Francia. Mons. Dominique Lebrun, vescovo di Saint-Etienne, è stato l’unico vescovo presente alla manifestazione e soprattutto il primo, dando così una forte testimonianza. Un’altra partecipazione significativa è stata quella di Dom Louis-Marie, abate del monastero benedettino del Barroux, secondo il quale non abbiamo il diritto di tacere, ma al contrario dobbiamo gridare la nostra indignazione e la nostra protesta contro l’aborto (“Présent”, 19 gennaio 2010).

Tra i partecipanti di questa edizione della Marcia per la vita ci sono stati molti sacerdoti di vari istituti e diverse fraternità tradizionali e religiose, come il gruppo delle Missionarie della carità. L’immenso corteo, da piazza della Repubblica a piazza dell’Opera, ha mostrato il nuovo volto della Chiesa di Francia: giovani pieni di entusiasmo. Naturalmente, se si fa un paragone con la marcia per la vita di Washington che si è svolta negli Stati Uniti (cfr. CR n. 1127 del 30 gennaio 2010), oltre al numero molto maggiore di persone presenti a quest’ultima, si nota il suo spirito più libero: ognuno con la sua identità, il suo striscione, il suo slogan; le scuole sfilano con il loro cappellano, le parrocchie con il loro parroco e le comunità religiose con decine di membri presenti.

Ma tutti, a Parigi come a Washington, manifestano per cercare di risolvere il problema legale dell’aborto.
Si tratta di una questione umana, prima che confessionale, ma anche di una questione religiosa, poiché l’aborto distrugge centinaia di milioni di vite tutte create ad immagine di Dio.

La sesta edizione della Marche pour la vie contro l’aborto di Parigi ha mostrato che la Vita è un bene comune che deve unire tutti, insieme e diversamente, sotto la stessa bandiera della sopravvivenza della civiltà.

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