ABORTO: l’UNICEF a sostegno di una campagna pro-aborto dell’ONU

Una nuova iniziativa globale, che include un invito a legalizzare l’aborto, è stata lanciata a New York da diverse agenzie dell’ONU e Organizzazioni non governative (ONG). Tra i patrocinatori dell’iniziativa – denominata Deliver Now for Women and Children (Agisci ora per donne e bambini) – c’è anche il Fondo delle Nazioni Unite per i bambini (UNICEF), un’agenzia che ufficialmente continua a negare il proprio sostegno all’aborto sotto qualsiasi forma.





Una nuova iniziativa globale, che include un invito a legalizzare l’aborto, è stata lanciata a New York da diverse agenzie dell’ONU e Organizzazioni non governative (ONG). Tra i patrocinatori dell’iniziativa – denominata Deliver Now for Women and Children (Agisci ora per donne e bambini) – c’è anche il Fondo delle Nazioni Unite per i bambini (UNICEF), un’agenzia che ufficialmente continua a negare il proprio sostegno all’aborto sotto qualsiasi forma.

Presentata come una campagna facente parte dei Millennium Development Goals (gli Obiettivi del Millennio decisi dall’ONU nel 2000) per sensibilizzare sulla salute delle donne e dei bambini, il programma di Deliver Now prevede tra l’altro un invito all’“aborto sicuro”, che è sinonimo di aborto legale.

La campagna è coordinata dalla Partnership for Maternal, Newborn & Child Health, diretta da Kul Gautam, Vicedirettore esecutivo dell’UNICEF e assistente del Segretario generale dell’ONU, e i cui membri comprendono, tra gli altri, la Fondazione Bill & Melinda Gates, la International Planned Parenthood Federation (IPPF), le Agenzie per lo sviluppo di Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Bangladesh, nonché l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed il Fondo ONU per la Popolazione (UNFPA).

La campagna elenca un numero di serie malattie che hanno conseguenze sulla salute materna e conclude che «la maggior parte delle morti potrebbe essere prevenuta se le donne avessero accesso a cure professionali». Deliver Now considera tra le quality care (cure qualificate) «servizi prima e durante la gravidanza, nascita e periodo post-parto, così come l’aborto sicuro».

Deliver Now lancia dal suo sito web, il durissimo slogan: «Oltre 10 milioni di morti l’anno. Troppe per poterle ignorare». Questa enorme cifra è la sintesi di due dati: il numero di bambini morti per qualsiasi causa e il numero di donne morte per cause legate alla maternità, una cifra (sospetta) che diverse agenzie dell’Onu fissano a 500mila. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la mortalità infantile è calcolata da fonti ufficiali che comprendono i dati di nascite e morti derivate da registrazioni, censimenti e/o rilevamenti nelle famiglie. Dall’altra parte, le statistiche sulla mortalità materna, sono stime molto discutibili. Secondo l’OMS «i dati sulla mortalità materna e altre cause di morte sono spesso indisponibili o, quando disponibili, sono inaffidabili a causa delle deficienze nei sistemi di registrazione dei dati».

Le ONG pro-family all’ONU temono che l’attenzione sproporzionata all’aborto sicuro, basata su dati inaffidabili riguardo alla mortalità materna, distolga attenzione e risorse dai veri rischi per la salute delle donne incinte nei Paesi in via di sviluppo che – secondo gli esperti – sono emorragie, eclampsia e travaglio ostruito. Per stessa ammissione dell’UNFPA, nel Rapporto del 2004, i più importanti mezzi per ridurre la mortalità materna non sono l’accesso ai contraccettivi e all’aborto legale, ma la presenza di personale sanitario preparato e l’accesso alle cure ostetriche d’emergenza.

I sostenitori dell’aborto spesso legano aborto “insicuro” e mortalità materna per spingere alla legalizzazione del cosiddetto aborto “sicuro”. I critici fanno notare che in Polonia, dove l’aborto è stato drasticamente limitato nel 1993, si è registrato da quel momento un rapido calo nel tasso di aborto e anche della mortalità materna. In Irlanda, dove l’aborto è tuttora illegale, si registra uno dei più bassi tassi di mortalità materna al mondo. Al contrario, negli Stati Uniti, dove dal 1973 è possibile l’aborto su richiesta, quest’anno c’è stato un aumento della mortalità materna.

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