ABORTO: Il presidente dei vescovi brasiliani critica le riduzioni giornalistiche

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Il presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), mons. Geraldo Lyrio Rocha, ha rilasciato lo scorso 13 marzo una dichiarazione, riportata dall’Agenzia “Zenit” (17 marzo 2009), sul caso della bambina brasiliana costretta ad abortire.

«Penso alla situazione della madre di questa bambina e agli altri familiari. È una sofferenza enorme, un’umiliazione che una bambina sia sfruttata sessualmente dal patrigno dai sei anni di età», ha affermato.

«È una cosa ripugnante e mi lascia perplesso il fatto che questo aspetto così orribile si sia diluito di fronte alla storia della scomunica, che comunque deve essere trattata – ha aggiunto –. Ridurre tuttavia una problematica di questa portata solo all’episodio della storia della scomunica vuol dire svuotare una questione sulla quale la coscienza nazionale deve essere risvegliata».


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Secondo la Sala Stampa della CNBB, mons. Lyrio ha chiarito che la scomunica non è sinonimo di condanna all’inferno, ma si tratta di un atto disciplinare della Chiesa.

«La scomunica esiste per richiamare l’attenzione sulla gravità dell’atto – ha specificato –. L’aborto comporta questa pena perché si sta diluendo la gravità di questa azione anche tra i cristiani. Chi viola questo, si pone al di fuori della comunione ecclesiale».

Secondo il presidente della CNBB, lo stupro non è punito con la scomunica perché già tutti sono consapevoli che si tratta di un atto ripugnante.


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«Lo stupro è una cosa così ripugnante che la Chiesa non ha bisogno di richiamare l’attenzione su questo, tutti ne sono consapevoli. Per l’aborto è diverso, per questo la scomunica non serve solo a punire, ma fa anche sì che chi ha effettuato l’atto possa percepirne la gravità e cercare la riconciliazione».

Il segretario generale della CNBB, mons. Dimas Lara, ha spiegato che l’Arcivescovo di Olinda e Recife, mons. José Cardoso Sobrinho, «non ha scomunicato nessuno», limitandosi a ricordare una norma esistente nel Diritto Canonico.


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