ABORTO: il governo brasiliano propone di depenalizzare l’aborto in America Latina

Il Movimento brasiliano per la Difesa della Vita (MDV) ha denunciato l’intenzione del Governo di Inacio Lula Da Silva di proporre la depenalizzazione dell’aborto in tutti i Paesi dell’America Latina, con un documento chiamato “Consenso di Brasilia” (“ACI Prensa”, www.aciprensa.com, 27 luglio 2010). «Nel più totale silenzio mediatico il governo brasiliano, insieme all’ONU, ha appena inferto un nuovo e duro colpo contro il diritto fondamentale alla vita», ha dichiarato l’MDV, segnalando che, ad eccezione di un blog legato al quotidiano “O Globo de Río de Janeiro”, nessun altro quotidiano ha ripreso questa denuncia.

Il governo è intervenuto attraverso la Segreteria delle Politiche per le Donne, guidata dal Ministro Nilcéia Freire. Il documento, datato 16 luglio, è stato firmato al termine dell’11a Conferenza Regionale sulla Donna dell’America Latina e dei Caraibi, promossa dalla Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL), organismo dipendente dall’ONU.

I movimenti pro-vita hanno criticato anche la denominazione del documento poiché esso non rappresenta nessun Consenso nei confronti di «organizzazioni che promuovono l’aborto e che hanno completamente dominato l’evento grazie a un lavoro minuziosamente pianificato e patrocinato dalla Fondazione Ford di New York».

L’MDV ha inoltre ricordato che la maggior parte dei brasiliani e contraria alla legalizzazione dell’aborto e che comunque il “Consenso di Brasilia” è un atto «illegale perché il Brasile, come diversi altri Paesi latinoamericani, è impegnato, in virtù di diversi trattati internazionali di carattere vincolante, a riconoscere la personalità giuridica (dell’essere umano) fin dal concepimento e di difendere la vita umana ancor prima della nascita».

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