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ABORTO: il caso di Andrea Bocelli

Il movimento pro-life internazionale ha un nuovo, inatteso testimonial: Andrea Bocelli. Il cantante toscano ha infatti raccontato, in un video diffuso su youtube e destinato ai bambini di Haiti prima ancora che il sisma colpisse l’isola, la storia che lo vide protagonista quando era ancora nel grembo della madre. O, piuttosto, nel grembo  di quella «giovane donna in stato interessante» a cui i medici consigliarono di abortire perché il bambino sarebbe venuto al mondo con qualche grave forma di disabilità.

La donna non diede ascolto al “consiglio” eugenetico dei dottori e il piccolo Andrea nacque in effetti con un glaucoma congenito che lo ha reso quasi cieco; ciononostante l’handicap non gli ha impedito di diventare uno dei più apprezzati artisti italiani nel mondo.

Perché questo video è stato dedicato da Bocelli proprio ai bambini di Haiti e, in particolare, a padre Ricky, un prete-chirurgo missionario che li assiste da venticinque anni? La risposta l’ha fornita sul “Corriere della Sera” del 9 giugno 2010 Veronica Berti, affermando che «in quel Paese [Haiti, ndr] capita che i bambini con menomazioni più o meno gravi non vengano accettati o curati». Le vere destinatarie del messaggio del cantante si rivelano quindi essere quelle madri, haitiane e non, che, seppure in «momenti di vita difficili […] vogliono salvare la vita del loro bambino».