ABORTO: gli spagnoli sfilano per la vita

In Spagna l’aborto rimane un argomento di polemica e di mobilitazione. Sabato 26 marzo, in occasione della Giornata internazionale della Vita, quasi 150.000 persone hanno manifestato per le strade delle più importanti città del Paese per reclamare «l’abolizione della legge che permette l’aborto e il ritiro di tutte le disposizioni che facilitano l’eutanasia e la manipolazione degli embrioni umani». Rispondendo all’appello di una decina di organizzazioni raggruppate sulla piattaforma “Hazte Oir”, “Fatti sentire”, gli spagnoli hanno sfilato in più di 80 città: Madrid, Barcellona, Oviedo, Saragozza, Las Palmas…

Ancora una volta essi mostrano una forza di opposizione che non sembra diminuita dalla grande manifestazione dell’ottobre del 2009 poco prima della legalizzazione effettiva dell’aborto. Il 24 febbraio 2010 la legge introduceva l’interruzione volontaria di gravidanza, una nozione inesistente fino a quel momento nel diritto spagnolo. Tale legge autorizza l’aborto per le prime 14 settimane di gravidanza, arrivando a 22 settimane nel caso di rischio per la vita e la salute della madre. Questa durata è illimitata nel caso in cui il feto «è colpito da una malattia grave o incurabile» e se la situazione è riscontrata da una commissione medica. Per la donna incinta di 16 o 17 anni la legge prevede l’obbligo di informare almeno uno dei due genitori, salvo che l’informazione rappresenti un pericolo per la minorenne… Rispetto alla legge del 1985 le possibilità di aborto sono considerevolmente aumentate.

Ricordiamo che il 46% degli spagnoli allora si era espresso contro questa riforma, mentre il 44% a favore. Uno dei grandi argomenti della lobby era stato affermare che l’applicazione di una scadenza avrebbe permesso di ridurre il numero di aborti. Alcuni mesi dopo l’entrata in vigore della legge, era già stata annunciata una diminuzione. Le stime ufficiali, disponibili per la città di Madrid, per il secondo trimestre 2010 riportavano, invece, un aumento degli aborti rispetto al secondo trimestre 2009… Non vi sono statistiche ufficiali, ma tale risultato si può facilmente estendere a tutto il Paese. (“Présent”, 29 marzo 2011)

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