ABORTO: dove sono i difensori della Legge 194?

Contro la commercializzazione della pillola abortiva Ru486 in Italia «ci si dovrebbe aspettare una levata di scudi dei difensori della legge 194 sull’aborto». Ma… dove sono? Se lo chiede Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, che interviene commentando l’avvio delle procedure di autorizzazione del farmaco nel nostro Paese.

Contro la commercializzazione della pillola abortiva Ru486 in Italia «ci si dovrebbe aspettare una levata di scudi dei difensori della legge 194 sull’aborto». Ma… dove sono? Se lo chiede Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, che interviene commentando l’avvio delle procedure di autorizzazione del farmaco nel nostro Paese.

«C’è grande confusione sulla richiesta di commercializzare anche nel nostro Paese la Ru486 da parte della ditta produttrice Exelgyn Laboratories – sottolinea Casini – ma va anzitutto detto che la registrazione del farmaco non significa affatto che esso possa essere liberamente usato in Italia. Sarebbe una violazione inammissibile della legge 194 che prescrive l’esecuzione dell’aborto esclusivamente in sede ospedaliera».

Come farmaco abortivo la Ru486 è registrata in 15 Paesi dell’UE (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria) ed è prossimo ad esserlo in altri. Inoltre è registrato in Norvegia, Israele, Tunisia, Russia, Svizzera, Ucraina, Usa, India, Cuba, Taiwan, Nuova Zelanda, Sud Africa e Cina. Dalla sua introduzione circa un milione e mezzo di donne sono state trattate in Europa dal 1988, 650.000 negli Usa dal 2000 e decine di milioni in Cina dal 1988. Nel 2005 l’OMS ha inserito il mifepristone nella lista dei farmaci essenziali. Come antiprogestinico e anticorticosteroide è oggetto di ricerche cliniche in ambito ostetrico, ginecologico, oncologico, endocrinologico e psichiatrico.

Al di là dell’aspetto etico, la Ru486 ha gravi controindicazioni cliniche: alto tasso di emorragie e incidenza di emorragie pesanti ed infezioni. Inoltre vi è un’elevata possibilità di aborti incompleti che possono richiedere chirurgia d’urgenza o condurre a morte.

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