Aborto, Dc cilena come Ponzio Pilato: libertà di voto ai deputati

PizarroIn Italia come in Cile. Benché la vita sia uno dei principi definiti chiaramente «non negoziabili» dalla Dottrina cattolica, la Democrazia Cristiana cilena ha pilatescamente deciso, in sede di Consiglio nazionale, di lasciare libertà di voto ai propri deputati circa la proposta di depenalizzazione dell’aborto, che verrà discussa in sede di Congresso. Storia di un copione già visto e dall’esito scontato.

Lo stesso presidente del partito, Jorge Pizarro (nella foto), dal canto suo, ha fatto propri i soliti casi-limite utilizzati come cavalli di battaglia dagli attivisti pro-choice, argomenti ormai triti e ritriti: «Dobbiamo por fine alla criminalizzazione quando sussista rischio di vita per la madre e su questo mi pare che i nostri parlamentari siano compatti», ha detto. Sulle altre possibili condizioni – i casi di stupro e l’aborto entro la 18ma settimana -, ha ammesso la presenza di divisioni interne, per cui «ognuno decida quel che gli pare». Un modo come un altro per lavarsi le mani nel sangue dei bambini che verranno abortiti in una questione, su cui viceversa non dovrebbero esservi né dubbi, né titubanze in un partito, che – direttamente o indirettamente – voglia e dichiari di rifarsi alla Dottrina cattolica.

Lo scorso aprile la Conferenza episcopale cilena, al ternine della sua 109ma Assemblea plenaria, ha escluso che l’aborto possa mai definirsi «terapeutico», ha invitato a rispettare sempre la vita innocente e chiesto allo Stato di avviare programmi di sostegno alle madri vittime di violenza, anziché proporre loro quale unica prospettiva quella dell’interruzione di gravidanza. I Vescovi hanno aggiunto di non voler aggiungere «i bimbi non ancora nati all’elenco – non breve – di persone e gruppi che il Cile lascia ai margini».

Non a caso l’enciclica Evangelium Vitae, scritta vent’anni fa, nel 1995, da Giovanni Paolo II, al n. 73 precisa come «nel caso di una legge intrinsecamente ingiusta, com’è quella che ammette l’aborto o l’eutanasia, non è mai lecito conformarsi ad essa, né dare ad essa il suffragio del proprio voto». Ed al n.70, precisa come «la democrazia non possa esser mitizzata fino a farne un surrogato della moralità o un toccasana dell’immoralità», poiché essa è «strumento e non fine». Quando vi saran politici, pronti non solo a proclamarsi cattolici a parole, ma anche a testimoniare la loro fede coi fatti?

Il progetto di legge per la depenalizzazione dell’aborto giungerà in Commissione Salute della Camera dei Deputati cilena il prossimo 4 agosto. Sarà un primo passaggio istituzionale, ma già lì si potranno contare i Dc cileni davvero pro-Vita e quelli no.

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