ABORTO: 15 volte in 17 anni

15 aborti in 17 anni. Sembra incredibile, ma questa è la storia vera di una donna statunitense che si racconta in un libro, Impossibile Motherhood: Testimony of an Abortion Addict (Maternità impossibile: la testimonianza di una donna dipendente dall’aborto).

Le associazioni anti-abortiste hanno fortemente criticato la vicenda di Irene che, oggi quarantenne, teme per le sue due figlie, di 3 e 5 anni (“Repubblica”, 15 ottobre 2009).
Il suo libro è stato rifiutato per ben 51 volte prima di trovare l’editore che, prima di pubblicarlo, ha voluto vedere i certificati medici degli aborti raccontati. La donna, che scrive «sono uscita da un incubo», spiega che ha abortito perché amava un uomo più grande di lei, un professore di letteratura, e che avrebbero potuto essere una coppia solo se Irene avesse rinunciato ad avere bambini, in quanto «i figli sono incompatibili con la libertà». Irene, che in quegli anni ha tentato il suicidio due volte, afferma che riuscire a guarire dalla dipendenza dell’aborto non è stata un’impresa facile. «Continuavo a farlo – spiega – ma non volevo. Anche un tossicodipendente si vuole fermare ogni volta».

Aggiunge che se non ci fosse stato l’aborto legale sarebbe già morta. Intanto in America i lettori sono già divisi tra anti-abortisti e abortisti. Charmaine Yoest, presidente di un’associazione pro-life negli Usa, non ha dubbi: «Il libro è una conferma di quello che sosteniamo: l’aborto è una parte triste nella storia della vita di ogni donna».

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