Una famiglia europea?

Una famiglia europea?(di Andrea Giannotti) Matrimoni omosessuali e famiglia naturale. Moneta unica e futuro dell’Europa. Sono solo alcune delle questioni affrontate nel corso della conferenza svoltasi il 6 febbraio a Roma presso la Fondazione Lepanto. Sono intervenuti John Laughland, inglese, giornalista e direttore dell’Istituto per la Democrazia e la Cooperazione di Parigi e Stéphane Buffetaut, francese, già Parlamentare europeo ed attualmente membro del Comitato Economico Europeo.

Prendendo spunto dalle questioni proposte dal Prof. Roberto de Mattei, che ha moderato il dibattito, gli ospiti hanno fornito una panoramica delle situazioni francese e britannica, contestualizzandole poi nella cornice comunitaria. Primo tema è stato la legislazione nei due paesi in materia di unioni omosessuali, soffermandosi, in particolare, sulla dimensione filosofica che sottende le diverse scelte. Buffetaut ha rilevato come il matrimonio omosessuale non è di per sé questione di grande interesse per il Partito Socialista francese. Si tratterebbe, piuttosto, di un grimaldello altamente simbolico per scardinare quel che resta della coscienza e dell’identità cristiana nella società francese.

È stato proprio Hollande a definire il matrimonio come un istituto borghese, dando una chiara percezione di come la stessa ideologia marxista sia stata soppiantata da un relativismo puro: non più richiami all’edificazione (socialista n.d.a.), bensì un violento e generalizzato moto di odio e distruzione contro la Chiesa. Altrettanto critico è il caso inglese, illustrato da John Laughland. La Camera dei Comuni ha votato a larga maggioranza un provvedimento che introdurrà i matrimoni omosessuali nell’ordinamento britannico e la cosa desta tanto più stupore considerato che il promotore è stato il Primo Ministro David Cameron, appoggiato dai maggiori esponenti di quello stesso Partito Conservatore che appena nel 1988, all’apice del trionfo thatcheriano, aveva varato una legge che vietava alle autorità municipali ogni forma di propaganda omosessuale.

Il discorso si è quindi spostato sul livello comunitario e gli oratori hanno concordato nell’attribuire a Bruxelles grande responsabilità per questo diffuso rifiuto del diritto naturale. Altro argomento è quello dell’Euro ed anche qui non sono mancate le critiche ad un progetto per il quale mancano alcune premesse imprescindibile tra cui un’autorità politica centrale, una fiscalità unica ed una banca centrale dotata delle prerogative tipiche di tale istituzione. Al riguardo Buffetaut ha rivelato che a fronte delle gravi difficoltà dei cittadini francesi, specie per l’impennata dei prezzi, Sarkozy aveva istituito una commissione per valutare un eventuale ritorno al franco.

Laughland, da parte sua, ha riportato il netto disappunto che l’euro suscita in Inghilterra, al punto che non solo il tema dell’adesione alla valuta comunitaria è scomparso dal dibattito politico, ma è la stessa permanenza nell’Unione ad essere messa in forse. Per concludere, i relatori hanno commentato quelli che, nel desolante panorama di un pensiero unico relativista e drammaticamente trasversale, appaiono come dei piccoli ma significativi segnali di speranza: la grande partecipazione popolare alla manifestazione svoltasi a Parigi e le iniziative legislative adottate in Russia, dove è stata introdotta una disciplina analoga  a quella inglese del 1988. (Andrea Giannotti)

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