Un libro contro la tentazione del sedevacantismo

True_False_Pope-800x800

(di Emmanuele Barbieri) In un’ora storica di profonda confusione all’interno Chiesa, vanno prendendo piede le teorie di coloro che sostengono l’esistenza di una “Sede vacante”, ovvero dell’assenza di Pontefici legittimi da cinquant’anni a questa parte. Per i “sedevacantisti”, la data di inizio di questa inedita situazione è l’approvazione finale degli atti del Concilio Vaticano II.

All’eresia conciliare seguirebbe, automaticamente, la perdita del pontificato di Paolo VI e dei suoi successori, fino a Papa Francesco. Queste teorie vengono esposte sui blog, con stile aggressivo e torrenziale, da personaggi generalmente carenti di qualsiasi preparazione teologica e canonica, e soprattutto privi di quello spirito di autentico amore alla Chiesa che imporrebbe, quanto meno, la prudenza nel trattare problemi tanto gravi e complessi Un serio contributo alla discussione viene ora dal recente libro True or False Pope? Refuting Sedevacantism and Other Modern Errors (www.trueorfalsepope.com) di due giuristi americani, John Salza e Robert Siscoe.

Quest’opera di settecento pagine, con un’introduzione di mons. Bernard Fellay, Superiore della Fraternità San Pio X, si presenta come un’ampia e documentata confutazione della posizione sedevacantista. Basandosi sulle citazioni originali di Papi, Concili ecumenici e Dottori della Chiesa, gli autori mostrano come i sedevacantisti, per giustificare le loro teorie hanno spesso manipolato le dichiarazioni di Pontefici e teologi, smascherando le tattiche di cui spesso si servono per difendere l’indifendibile.

Uno dei punti centrali è la negazione, da parte sedevacantista, delle proprietà principali della Chiesa; la visibilità, l’indefettibilità e l’infallibilità. Adelantelafe, uno dei migliori blog cattolici, in lingua spagnola, riporta un’ampia intervista a Salza e Siscoe (http://adelantelafe.com/entrevista-salza-siscoe-desenmascaran-al-sedevacantismo/) in cui si accenna a questo punto.

«Nel libro – spiegano gli autori – trattiamo due errori distinti del sedevacantismo. Il primo è il semplice errore di credere che i Papi, dopo Pio XII , non siano stati veri Papi. Il secondo errore, che consegue immediatamente al primo (e in certe occasioni lo precede), è di credere che tutta la Chiesa su cui hanno regnato i Papi recenti sia una falsa Chiesa. Per chiarire meglio, il secondo errore non si limita a sostenere che esiste un “disorientamento diabolico della gerarchia superiore”, come affermò Suor Lucia, ma una diserzione totale della suprema gerarchia. Non si tratterebbe semplicemente di un’infiltrazione sovversiva nella Chiesa, ma una distruzione completa della Chiesa visibile e la sua sostituzione con una nuova Chiesa. Questa posizione non si può mantenere senza negare gli attributi essenziali della Chiesa, in particolar modo gli attributi della visibilità e dell’indefettibilità».

«Coloro che hanno abbracciato la posizione sedevacantista in buona fede – aggiungono gli autori del volume –, non si rendono conto di essere stati condotti all’errore grazie a citazioni parziali o male intese, da una cattiva teologia e da apologisti della sede vacante senza scrupoli, che disgraziatamente sembrano più preoccupati a “dimostrare” la loro posizione che la verità».

Siscoe e Salza sottolineano come i sedevacantisti hanno perduto la fede nella Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, in maniera analoga a coloro che avevano perduto la fede durante la Passione di Cristo. La posizione sedevacantista costituisce quindi una reazione alla crisi della Chiesa destinata a cadere nel neo-protestantesimo. Non a caso i sedevacantisti sono divisi in una pluralità di fazioni e di sette che si contrappongono l’una all’altra, scomunicandosi reciprocamente e talvolta eleggendo i propri Papi. Ci troviamo di fronte, per i nostri autori, ad uno dei grandi errori religiosi del nostro tempo. Per questo il loro volume merita di essere letto con attenzione. (Emmanuele Barbieri)

Donazione Corrispondenza romana